{"id":187,"date":"2026-07-12T20:20:43","date_gmt":"2026-07-12T18:20:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=187"},"modified":"2026-07-12T20:20:43","modified_gmt":"2026-07-12T18:20:43","slug":"linsicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=187","title":{"rendered":"L\u2019insicurezza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019insicurezza pu\u00f2 essere uno stato obiettivo o soggettivo. In senso oggettivo l\u2019insicurezza \u00e8 precariet\u00e0, insufficiente ordine pubblico e una tale quantit\u00e0 di rischi, nella societ\u00e0, che non si possa vivere sereni. In senso soggettivo essa \u00e8, secondo un dizionario, una \u201ccondizione caratterizzata da dubbi su se stessi, dal timore di sbagliare e di non essere all\u2019altezza della situazione\u201d. Questa insicurezza \u00e8 fonte di ansie o addirittura d\u2019angosce. Per uscirne e per provare a se stesso il proprio valore, il soggetto tenta a volte di compiere miracoli: ma pi\u00f9 spesso \u00e8 paralizzato dalla paura e sopporta l\u2019insicurezza come una sua croce personale. <em>Radici dell\u2019insicurezza e possibile soluzione del problema<\/em>. La prima ragione per avere \u201ctimore di sbagliare\u201d \u00e8 che,\u00a0<em>effettivamente<\/em>, non si \u00e8 all\u2019altezza del compito. Una seconda e pi\u00f9 frequente ragione \u00e8 che non ci si reputa all\u2019altezza di quei mirabolanti risultati che reputeremmo normali<em>\u00a0per noi<\/em>, data la stima che abbiamo o vorremmo avere di noi stessi. Chi si rifiuta di affrontare un compito spesso fa ci\u00f2 perch\u00e9 ha troppa paura di non riuscire come vorrebbe. Questo dipende a volte da un eccesso di lodi ricevute rispetto ai propri reali meriti. Un tempo, quando le ragazzine studiavano pianoforte, c\u2019era l\u2019eterna commedia delle famiglie che le invitavano pressantemente a suonare per gli ospiti e di loro che si rifiutavano con tutte le loro forze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Come mai? Semplicemente perch\u00e9 le famiglie esageravano con le loro lodi mentre le ragazzine, oltre al naturale fastidio dell\u2019esibirsi, avevano la coscienza della propria mediocrit\u00e0, nata dai rimproveri del maestro di piano. Per questo si sottraevano con la fuga ad una prova che le esponeva al rischio del ridicolo. Le lodi sono pericolose perch\u00e9 abbiamo tendenza a prenderle sul serio. Tutti vorremmo essere i migliori e proprio per questo crediamo facilmente di esserlo. Il bambino non si stupisce affatto se qualcuno gli dice che \u00e8 il pi\u00f9 bello del mondo. La realt\u00e0 per\u00f2 c\u2019infligge una tale quantit\u00e0 di frustrazioni e umiliazioni che crescendo di solito siamo costretti ad uscire dai nostri sogni. Se per\u00f2 qualcuno coltiva le nostre naturali propensioni, ricoprendoci di lodi e rassicurandoci sulle nostre superiori qualit\u00e0, rimaniamo nella nostra illusione infantile ma chi ci apprezza troppo non ci fa per nulla un favore: infatti finiremo con l\u2019aspettarci da noi stessi prestazioni di cui siamo incapaci. Saremo ovviamente frustrati e ci rifiuteremo d\u2019apprendere dalla realt\u00e0 il nostro vero valore. L\u2019insicuro \u00e8 qualcuno cui \u00e8 stato detto che vale dieci, che ama pensare di valere dieci, ma al quale le precedenti esperienze hanno troppo spesso detto che vale tre. O forse due. Anche se questo non \u00e8 sufficiente a fargli cambiare opinione. Pi\u00f9 si ha stima di s\u00e9, pi\u00f9 \u00e8 facile essere delusi di se stessi. Mentre il disprezzo ingiustificato \u00e8 a volte il prologo di una favola a lieto fine, le lodi ingiustificate sono il prologo d\u2019una tragedia.Il primo passo verso la soluzione del problema dell\u2019insicurezza \u00e8 la conoscenza dei dati di fatto, perch\u00e9 quando non si hanno elementi concreti su cui fondare il proprio giudizio, l\u2019insicurezza \u00e8 addirittura doverosa. Se qualcuno \u00e8 chiamato a sostenere un esame di storia senza che gli sia stato comunicato il programma, per quanto colto sia, non potr\u00e0 non soffrire di insicurezza. Da un lato bisogna spendere una vita per avere un\u2019infarinatura della storia universale, dall\u2019altro essa non \u00e8 sufficiente se poi l\u2019esame verte esclusivamente sul processo a Girolamo Savonarola. Viceversa, se un individuo vuole ignorare quali compiti \u00e8 effettivamente in grado d\u2019affrontare, la sua insicurezza sar\u00e0 per cos\u00ec dire volontaria. A volte infatti i dati sono facilmente conoscibili o addirittura evidenti. Se un giovane ha ottenuto buoni voti in un compiacente istituto privato e poi ha paura degli esami di Stato, non soffre di un\u2019insicurezza caratteriale ma dalla coscienza che i suoi voti precedenti sono stati fasulli. Non \u00e8 insicuro: \u00e8 impreparato. Non soffre d\u2019amnesia, soffre d\u2019ignoranza. Dovr\u00e0 solo mettersi a studiare sul serio, per la prossima occasione. L\u2019accettazione della realt\u00e0 \u00e8 un dovere ineliminabile, quale che ne sia il costo. Se un giovane brutto \u00e8 insicuro perch\u00e9 ha il\u00a0<em>dubbio<\/em>\u00a0d\u2019essere brutto, la soluzione \u00e8 dirgli che non deve avere nessun\u00a0<em>dubbio<\/em>, \u00e8\u00a0<em>effettivamente<\/em>\u00a0brutto. Sia pure aggiungendo che non \u00e8 una tragedia. Avr\u00e0 certo pi\u00f9 difficolt\u00e0 della media, nella vita e con l\u2019altro sesso: ma c\u2019\u00e8 modo di cavarsela. Alla lunga potrebbe anche essere pi\u00f9 felice dei belli. Ci\u00f2 che si pu\u00f2 star certi non sia la soluzione \u00e8 negare il fatto che sia brutto.Non vanno negati neppure i piccoli difetti dei pi\u00f9 dotati. Se una bella ragazza \u00e8 insicura perch\u00e9 ha le gambe troppo magre, \u00e8 inutile negarlo lodando la sua bellezza complessiva. Bisogna innanzi tutto riconoscere che le sue gambe sono effettivamente troppo magre, per poi dirle che lo sanno tutti e tutti la considerano una bella ragazza lo stesso. Dopo di questo, se la giovane continua ad essere insicura, \u00e8 perch\u00e9 l\u2019hanno tanto lodata, soprattutto da bambina, che ella considera la perfezione come un minimo sotto il quale non si sente assolutamente di scendere. In tutti i casi il primo passo \u00e8 il riconoscimento della realt\u00e0. All\u2019uomo di bassa statura \u00e8 inutile dire che anche Napoleone era piccolino. L\u2019interessato non \u00e8 Napoleone e se una donna non accetta la sua corte perch\u00e9 \u00e8 basso, non pu\u00f2 certo dirle: \u201cBada che anche Napoleone era un tappo\u201d. Tuttavia al mondo c\u2019\u00e8 posto anche per gli uomini di bassa statura e, per quanto riguarda le donne, basta pensare al successo d\u2019un donnaiolo brutto e pelato come D\u2019Annunzio.Il primo rimedio contro l\u2019insicurezza \u00e8 la conoscenza e l\u2019accettazione della realt\u00e0. Essa pu\u00f2 essere terribile come pu\u00f2 essere consolante: ma \u00e8 risolutiva. Ecco perch\u00e9 la cosa peggiore che si possa fare \u00e8 rassicurare una persona cara con bugie. Esse rendono doloroso ed insolubile il problema dell\u2019insicurezza. Dinanzi alle esitazioni dell\u2019insicuro la giusta reazione non \u00e8 dire \u2013 come fanno molti \u2013 \u201cMa s\u00ec che ce la fai, dai!\u201d Perch\u00e9 l\u2019individuo da un lato non \u00e8 affatto convinto di farcela, dall\u2019altro, con questo atteggiamento ottimistico, si ingigantisce la delusione che provocherebbe il fallimento. Bisogna proporre un ostacolo pi\u00f9 semplice, e poi invitare l\u2019insicuro a superare un ostacolo un po\u2019 meno semplice, e poi un altro un po\u2019 pi\u00f9 difficile, fino a conquistare la disinvoltura. Cosa da fare con sforzo, umilt\u00e0 e pazienza. La massima ragione di sicurezza la d\u00e0 la\u00a0<em>certezza,\u00a0<\/em>nata dall\u2019esperienza, di essere in grado di superare l\u2019ostacolo.\u00a0<em>Il caso peggiore non cambia la regola<\/em>Una vecchia vignetta rappresentava uno psichiatra con la mano sulla spalla del suo cliente, mentre gli diceva: \u201cNo, lei non ha nessun complesso. Lei \u00e8\u00a0<em>realmente<\/em>\u00a0inferiore\u201d. Una diagnosi in questi termini sarebbe controproducente per la sua brutalit\u00e0 ma non per la sua sostanza. Nella realt\u00e0, avendo a che fare con un uomo\u00a0<em>realmente inferiore<\/em>, bisognerebbe riuscire a rivelargli piano piano che \u00e8 inferiore, per poi consigliargli di aggrapparsi non ai meriti che non ha, ma a quelli che ha. Per esempio un bel carattere. Chi \u00e8 pronto alla lode e al riconoscimento degli altrui meriti, chi \u00e8 gentile e offre amore a tutti, sar\u00e0 ricambiato da molti. Come dice il proverbio, attira pi\u00f9 mosche una goccia di miele che un litro di fiele. La regola dell\u2019accettazione della verit\u00e0, come rimedio all\u2019insicurezza, non conosce eccezioni: nemmeno nel caso pi\u00f9 drammatico. L\u2019insicuro che non vuole rinunciare alle proprie illusioni peggiora la propria situazione. Non deve dire all\u2019avversario che lo ha vinto a scacchi, anche se \u00e8 vero: \u201cHo perso solo per una distrazione\u201d. Deve riconoscere la sconfitta (che tale effettivamente \u00e8) aggiungendoci una lode: \u201cNon solo giochi bene ma non perdi mai la concentrazione\u201d. I fatti non cambieranno ma il vincitore gli sar\u00e0 grato della lode<em>\u00a0che ha effettivamente meritato<\/em>\u00a0e magari dir\u00e0 lui stesso generosamente che l\u2019altro, distrazione a parte, meritava di vincere. La lotta contro l\u2019insicurezza comincia dalla percezione della realt\u00e0 ogni volta che sia ottenibile. La prima cosa che l\u2019individuo deve conoscere \u00e8 il proprio vero livello. Le illusioni consolatorie sarebbero smentite dalla realt\u00e0.\u00a0<em>Gli atteggiamenti utili<\/em>Ci sono tuttavia dei casi in cui \u00e8 difficile valutare la realt\u00e0. Nessuno pu\u00f2 essere sicuro di essere promosso. Anche chi ha studiato sufficientemente non pu\u00f2 escludere che ci sia un punto importante che gli \u00e8 sfuggito, che al momento dell\u2019esame dimentichi qualcosa, che il professore chieda una minuzia o che sia un pazzo. Questo genere d\u2019insicurezza \u00e8 del tutto normale. L\u2019insicurezza diviene patologica solo se il soggetto non ha studiato adeguatamente e intimamente pretende di essere promosso lo stesso. Oppure se ha studiato per la sufficienza ma ha la pretesa d\u2019ottenere il massimo dei voti. Per guarire dall\u2019insicurezza, una volta che si conosce la verit\u00e0, si pu\u00f2 o accettare il proprio limite (\u201cS\u00ec, sono effettivamente un uomo di bassa statura e lo sar\u00f2 per tutta la vita\u201d) o, quando \u00e8 possibile, cercare di superarlo: \u201cS\u00ec, sono ignorante in storia, ma da domani mi metter\u00f2 a studiare\u201d. Per non dire che si potrebbe anche dire: \u201c \u201cS\u00ec, sono ignorante in storia ma chi se ne frega\u201d. In ogni caso, l\u2019insicurezza non si cura con l\u2019illusione.<em>L\u2019insicurezza dei bambini<\/em>I bambini rappresentano un caso particolare e molto importante d\u2019insicurezza: essa infatti \u00e8 connaturata alla loro et\u00e0. Gli adulti hanno avuto il tempo di orientarsi nella realt\u00e0, di valutare se stessi e gli altri, mentre il bambino arriva nel mondo come tabula rasa: non sa nulla di nulla, n\u00e9 di s\u00e9 n\u00e9 del mondo. \u00c8 come un astronauta che giunge su un pianeta di cui non sa nulla. In un caso del genere, chiunque non soffrisse d\u2019insicurezza sarebbe un imbecille. Ma, ancora una volta, la risposta al problema \u00e8 una corretta informazione. L\u2019adulto, anche di fronte ad una situazione nuova, ha alcuni punti di riferimento. Conosce se stesso e le proprie possibilit\u00e0. Il bambino non dispone neppure di questi dati. Da un lato \u00e8 incapace d\u2019essere autonomo, di procurarsi la sussistenza e di difendersi dai pericoli, dall\u2019altro \u00e8 oggetto dell\u2019affetto e della protezione dei genitori. Da un lato cio\u00e8 la sua situazione \u00e8 troppo difficile, dall\u2019altra \u00e8 troppo facile. Questo gli falsa tutti i parametri. Per un verso \u00e8 visceralmente spaventato dalla propria debolezza e dipendenza, ed ecco perch\u00e9 piange se appena perde di vista i genitori, per l\u2019altro l\u2019affetto e la condiscendenza dei genitori lo illudono sulle sue possibilit\u00e0. Il bambino che fa i capricci si trasforma in un tiranno che collauda la propria forza, cosciente del fatto che un vero potere assoluto \u00e8 tale quando se ne pu\u00f2 abusare. I capricci non sono un\u2019assurdit\u00e0: sono una risposta eccessiva al sentimento d\u2019impotenza.Vivendo lo straziante contrasto tra un eccesso d\u2019insicurezza e un fragile complesso d\u2019onnipotenza, il bambino sente la necessit\u00e0 di raccogliere al pi\u00f9 presto le cognizioni necessarie ad un corretto adattamento all\u2019ambiente. \u00c8 in questo che gli adulti devono aiutarlo. La realt\u00e0 vorrebbe che si cominciasse spiegando al bambino che egli non ha nessun potere, che \u00e8 l\u2019omega del gruppo e dipende da tutti, perfino per la propria sopravvivenza fisica: ma questo messaggio \u00e8 quasi inutile, perch\u00e9 il bambino queste cose\u00a0<em>le sa gi\u00e0.<\/em>\u00a0Ripetergliele potrebbe addirittura creargli angoscia. Per converso, pur mentre gli si assicura soccorso e affetto, \u00e8 necessario che non gli si permetta di scambiare l\u2019affetto dei genitori per un proprio potere. Non appena accenna a strafare, \u00e8 necessario rimetterlo al suo posto.\u00a0<em>Come lottare contro l\u2019insicurezza infantile.\u00a0<\/em>Il bambino deve essere aiutato a prendere coscienza della realt\u00e0. Per questo devono essere accuratamente evitate tutte, diconsi\u00a0<em>tutte<\/em>\u00a0le informazioni false. Mai dargli ragione quando ha torto. Mai dargli spiegazioni cervellotiche. Mai parlare di \u201cUomo nero\u201d o \u201clupo cattivo\u201d. Mai suggerire paure fantastiche e mai fargli credere che il happy end \u00e8 la conclusione di tutte le vicende umane. Non ci sono fate ma non ci sono neanche streghe. Le favole, naturale alimento dell\u2019immaginazione infantile, vanno sempre accompagnate da una chiara affermazione della loro infondatezza. Mai edulcorare la realt\u00e0: il nonno non \u00e8 partito, il nonno \u00e8 morto. Mai giocare con l\u2019ignoranza dei bambini, come raccontare ad un piccolo di quattro anni che lo zio \u00e8 andato dai nonni, a Torino, volando. E come? Ma cos\u00ec, agitando le braccia! Questo genere di scherzi, che pu\u00f2 divertire gli adulti sciocchi, \u00e8 due volte sbagliato: da un lato si ride di chi non pu\u00f2 difendersi, dall\u2019altro si corre il rischio che il bambino di tre anni, una volta o l\u2019altra, provi a volare fuori dalla finestra.L\u2019essere bambini non d\u00e0 nessun diritto, se non il rispetto dovuto ad un essere umano di quell\u2019et\u00e0. Servire per primi i bambini, a tavola, \u201cperch\u00e9 hanno fame\u201d, \u00e8 sbagliato: \u00e8 un messaggio in contrasto col fatto che essi sono l\u2019animale omega del gruppo, non l\u2019animale alfa. Per primo si serve l\u2019ospite, animale alpha pro tempore. Poi mamma e pap\u00e0. Poi il bambino. Lasciar sedere il bambino sulle ginocchia del padre al volante, \u201cperch\u00e9 vuole guidare come pap\u00e0\u201d, \u00e8 sbagliato: il piccolo non ha l\u2019et\u00e0 per guidare e farglielo credere \u00e8 una stupidaggine. Quando sar\u00e0 un adulto, guider\u00e0 anche lui; prima, \u00e8 inutile fare la commedia.Sempre in nome dello stesso rispetto, non bisogna aiutare i bambini a fare i compiti. Aiutarli corrisponde a dichiarare che non sono in grado di farli da soli. E questo crea insicurezza. Esattamente la precisa coscienza di \u201cnon essere all\u2019altezza del proprio compito (per casa) \u201d. Non essendo aiutati, o avranno una corretta conoscenza di s\u00e9 e del fatto che \u201cnon sono all\u2019altezza\u201d, o impareranno a cavarsela da soli, eliminando dunque l\u2019insicurezza. Un guadagno in ogni caso.Il bambino ha diritto a vivere come tale. Dunque \u00e8 sbagliato vietargli di giocare \u201cperch\u00e9 suderebbe e potrebbe raffreddarsi\u201d, o \u201cperch\u00e9 potrebbe cadere e farsi male\u201d. Bisogna dirgli di no solo quando ci sono precise ragioni per dire di no.Tutti questi esempi illustrano un principio generale: l\u2019insicurezza del minore si cura migliorandone il contatto con la realt\u00e0. Se un ragazzo ha l\u2019angoscia degli scacchi, perch\u00e9 perde troppo spesso mentre vorrebbe essere un campione, \u00e8 inutile che gli si dica che \u00e8 un campione, che gioca benissimo ed ha perduto per sfortuna, per distrazione, per caso. Gli si deve dire la verit\u00e0: che gioca da settimo od ottavo su dieci; e che, lungi dall\u2019essere un campione sfortunato, \u00e8 una schiappa normale. Che giochi dunque per divertirsi, non per trionfare. Certo, se studia qualche buon libro e se sta pi\u00f9 attento, c\u2019\u00e8 qualche speranza che migliori. Ma se non dovesse migliorare \u2013 e dove sta scritto che debba per forza migliorare? \u2013 rimarr\u00e0 confermato che il suo normale livello \u00e8 di settimo od ottavo. Ogni volta che si fa una classifica, forse che non c\u2019\u00e8 un ultimo? Fra l\u2019altro, se si riesce ad essere ultimi col sorriso si sar\u00e0 anche simpatici.Questo atteggiamento che sembra crudele \u00e8 l\u2019unico pietoso. Il ragazzino a cui si dice la verit\u00e0 sul suo livello scacchistico o si rassegner\u00e0 a giocare per giocare, sapendo che i campioni sono altri, o s\u2019impegner\u00e0 per giocare meglio. Con o senza buoni risultati, ma essendo pronto ad accettare la realt\u00e0. Se invece lo si loda a sproposito e lo si rassicura sulla sua presunta natura di campione, che nulla prova, lo si esporr\u00e0 ad un tormento pi\u00f9 lungo e sottile: quello delle continue smentite della realt\u00e0, quando non a quello dell\u2019irrisione. Mentre il disprezzo ingiustificato \u00e8 a volte il prologo d\u2019una favola a lieto fine, le lodi ingiustificate sono il prologo di una tragedia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019insicurezza pu\u00f2 essere uno stato obiettivo o soggettivo. In senso oggettivo l\u2019insicurezza \u00e8 precariet\u00e0, insufficiente ordine pubblico e una tale quantit\u00e0 di rischi, nella societ\u00e0, che non si possa vivere sereni. 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