{"id":191,"date":"2026-07-12T20:33:32","date_gmt":"2026-07-12T18:33:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=191"},"modified":"2026-07-12T20:36:32","modified_gmt":"2026-07-12T18:36:32","slug":"normalita-e-anormalita-un-dato-geografico-e-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=191","title":{"rendered":"Normalit\u00e0 e anormalit\u00e0:\u00a0un dato geografico e culturale?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La psichiatria transculturale \u00e8 impegnata nell\u2019individuare cosa s\u2019intende per anormalit\u00e0 e&nbsp; normalit\u00e0 nei vari contesti culturali. Essa, indagando in varie aree geo-culturali l\u2019origine del disturbo mentale,&nbsp; &nbsp;ha identificato quasi sempre&nbsp; una responsabilit\u00e0 nel tipo di insegnamento sociale&nbsp; impartito la&nbsp; radice dei conflitti tra il singolo e la sua cultura. Ma se i disturbi psichici sono frequenti in tutte le societ\u00e0 umane e in tutte le epoche, tuttavia l\u2019atteggiamento delle varie collettivit\u00e0 verso di essi,&nbsp; la ricerca della loro spiegazione e della loro cura, sono differenziati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Dal punto di vista linguistico, la parola<em>&nbsp;matto<\/em>&nbsp;ha tanti sinonimi che indicano vari significati: folle, demente, forsennato, bizzarro, eccentrico, singolare, alienato, stravagante, strambo, strampalato, diverso, estroso, dissennato,&nbsp; balordo, pazzoide,&nbsp; etc. etc. Ma \u00e8 innanzi tutto fondamentale il tipo di cultura in cui avviene il disturbo per&nbsp; individuare e definire se esiste una&nbsp; malattia mentale e di che genere \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Dice il Deveroux, nei suoi\u00a0Saggi di etnopsichiatria generale <a href=\"#[1]\">[1]<\/a>,\u00a0che ogni societ\u00e0 incoraggia alcuni comportamenti e ne scoraggia altri, per cui \u00e8 il gruppo di appartenenza a stabi\u00adlire chi deve essere considerato \u201cmatto\u201d e ad indicare quale condotta deve avere un individuo\u00a0 per non\u00a0 essere ricono\u00adsciuto \u201canormale\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La convinzione che alcuni atteggiamenti, certi modi di essere, taluni principi&nbsp; siano i soli validi, fa s\u00ec che,&nbsp; in un contesto sociale, il&nbsp;<em>diverso<\/em>&nbsp;rientra nel clich\u00e9 che lo identifica come&nbsp;<em>non uguale<\/em>&nbsp;agli altri ed egli,&nbsp; a sua volta, si adegua e si atteggia nel modo in cui la societ\u00e0&nbsp; lo ha individuato, cio\u00e8 \u201cfuori dalla norma\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Tuttavia, se si facesse un\u2019analisi comparativa delle valutazioni psichiatriche si potrebbe mettere in luce che certi presupposti che indicano uno stato di malattia mentale, ritenuti scontati per una cultura, non sono sicuri indici di malattia&nbsp; per un altro gruppo sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Infatti, poich\u00e9 in ogni cultura, la gente \u00e8 portata a credere in valori e in&nbsp; verit\u00e0 sociali che magari&nbsp; per un\u2019altra sono prive di certezze, ma alle quali&nbsp; il gruppo&nbsp;&nbsp; \u00e8 attaccato&nbsp; con una fede incrollabile,&nbsp; non \u00e8 possibile definire certe convinzioni culturali come dei vaneggiamenti, in quanto fanno parte della tradizione di un popolo. Altrettanto problematico \u00e8 considerare alcune manifestazioni mentali \u201cnon comuni\u201d,&nbsp; singole o collettive,&nbsp; come anormali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00c8 probabile che, indagando sull\u2019origine delle une e delle altre, si trovino motivazioni e&nbsp;&nbsp;<em>ragioni<\/em>&nbsp;che fanno loro da supporto, e che li rivelano come metafore di una congettura, di una paura, di una credenza occulta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il relativismo culturale comporta dunque diverse interpretazioni, e si possono avere per uno stesso comportamento, per una medesima usanza o per una stessa&nbsp; credenza, a seconda del punto di vista culturale che si esaminano,&nbsp; una valutazione psichiatrica e una di \u201cnormalit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Colui che per molti minuti dimena compulsivamente la testa verso un muro, \u00e8 considerato un individuo religioso se lo fa davanti al muro del pianto; ma&nbsp; fuori da quel contesto, chi si comportasse in quella maniera sarebbe oggetto di indagine psichiatrica.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Vi sono sette religiose che hanno credenze, costumi, e propongono esperienze&nbsp; assai simili a quelli manifestati dai pazienti psichiatrici di tipo paranoie e schizoide. Il limite di demarcazione tra sanit\u00e0 mentale e follia \u00e8, in questi casi, assai difficile da tracciare,&nbsp; anche perch\u00e9, a volte, quanti si addentrano in simili esperienze ha spesso gi\u00e0 una componente mentale che vira verso tendenze psichiatriche.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-medium-font-size\">Spencer<a href=\"#[2]\">[2]<\/a>, esaminando i casi di degenza psichiatrica negli ospedali australiani, ha potuto rilevare che le persone che seguivano la setta dei Testimoni di Geova, erano, in rapporto ad altri pazienti affetti da disturbi psichiatrici, il doppio o il quadruplo. Questo pu\u00f2 essere spiegato perch\u00e9 da un lato chi ha dei disturbi psicologici tende a cercare aiuto in primo luogo rivolgendosi all\u2019aiuto di forze soprannaturali o di persone che affermano di fare da intermediarie tra queste e chi soffre, e poi perch\u00e9, di converso, vi sono confessioni religiose che incoraggiano, pi\u00f9 di quanto non facciano le altre, ad avere esperienze inverosimili e impressionanti.\u00a0<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Del resto, deliri ed allucinazioni, secondo alcune fedi religiose, posso significare una unzione particolare, un singolare stato di grazia, piuttosto che uno stato di disagio psichico. Alcuni individui che presentano particolari manifestazioni psichiche sono considerati, secondo la cultura dove&nbsp; avvengono tali eventi,&nbsp; in preda a un maleficio, mentre altri&nbsp; individui, che presentano identici sintomi, sono indicati come \u201csegnati\u201d dalla benevolenza della divinit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Cos\u00ec come alcune caratteristiche psicologiche,&nbsp; in una cultura sono valutate positivamente, mentre in un\u2018altra cultura sono considerati segni inequivocabili di malattia mentale. Molte&nbsp; manifestazioni comportamentali e molte convinzioni,&nbsp; asseconda delle funzioni che rappresentano nei contesti in cui accadono,&nbsp; possono essere dunque considerate negative o positive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">A tal proposito J. P. Sartre ha\u00a0 osservato che coloro che sono affetti dal disturbo che\u00a0Janet<a href=\"#[3]\">[3]<\/a>\u00a0ha raggruppato sotto l\u2019etichetta di psicoastenia hanno sovente, grazie al loro stato, intuizioni metafisiche che l\u2019uomo normale non ha o che fa di tutto per mascherare a s\u00e9 stesso e agli altri.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Tuttavia, malgrado tanta finezza di pensiero e tanto coraggio intellettuale, a volte, afferma il filosofo francese, quando&nbsp; la lucidit\u00e0 dell\u2019autocritica \u00e8 spietata e senza mezzi termini, avvelena la vita e paralizza&nbsp; l\u2019azione. Cos\u00ec, in Occidente, chi si rende conto dell\u2019inutilit\u00e0 dell\u2019esistere, e perde la voglia febbrile,&nbsp; pu\u00f2 approdare alla depressione,&nbsp; malattia dell\u2019anima o atteggiamento di chi non prende pi\u00f9 sul serio l\u2019impresa della vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il pacato e ascetico&nbsp;<em>keif<\/em>, cio\u00e8 quel senso di assoluta inattivit\u00e0, in cui sprofondano molte persone, che nell\u2019area mussulmana \u00e8 considerato un comportamento&nbsp; normale,&nbsp; e in India \u00e8 chiamato \u201cdistacco dalle cose terrene\u201d, possono essere visti nelle aree occidentali dove \u00e8 ritenuta unica \u201cvirt\u00f9\u201d la fretta e l\u2019intensa attivit\u00e0 psicomotoria come forme di&nbsp; \u201cdepressione psichica\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Da qui il fatto che le persone che vanno contro la tradizione dominante vengono considerate \u201canormali\u201d. Ma, paradossalmente,&nbsp; si pu\u00f2 anche diventa\u00adre \u201canormali\u201d quando si sviluppa in modo&nbsp; eccessivo l\u2019aderenza e la sottomissione al modello culturale. Troppa solerzia e&nbsp; sottomissione alle regole possono far esplodere nell\u2019Io un conflitto dal quale vengono fuori disagi e frustrazioni. Si pensi a chi si fustiga per qualsiasi piccola sbavatura comportamentale, o a chi, in modo maniacale, \u00e8 cos\u00ec ligio alle regole che la sua vita quotidiana \u00e8 scandita da assillanti sensi di colpa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In questi casi si \u00e8 di fronte a quella che in natura viene chiamata&nbsp; ipertelia, cio\u00e8 lo sviluppo di caratteristiche che, normalmente&nbsp; utili, se&nbsp; assumono dimensioni esagerate,&nbsp; risultano addirittura dannose. Per il cervo, per esempio, le corna sono uno strumento di difesa, ma quando sono esageratamente sviluppate possono diventare un impaccio, o addirittura un pericolo, se, a causa della loro mole, l\u2019animale resta imprigionato in una selva di alberi e,&nbsp;&nbsp; paralizzato,&nbsp; diventa facile preda di&nbsp; animali che lo cacciano. Per quanto riguarda il campo umano, l\u2019ipertelia pu\u00f2 indurre un individuo ad un eccesso angoscioso di sottomissione a regole che, se osservate con criterio risultano utili,&nbsp; ma diventano una camicia di forza se sono seguite con assillante compulsione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Per curare radicalmente un disturbo nevrotico a volte bisogna rimettere in discussione le strutture sulle quali si \u00e8 evoluto, cio\u00e8 l\u2019educazione,&nbsp; i&nbsp; clich\u00e9, le credenze e i valori che lo hanno \u201cnutrito\u201d. Nevrotico \u00e8 spesso colui che non \u00e8 riuscito a far combaciare le proprie necessit\u00e0 con ci\u00f2 che la societ\u00e0 si aspetta&nbsp; da un individuo ritenuto nella norma, e questo contrasto ha origine non solo nella relazione con la famiglia, ma nel confronto con l\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Una societ\u00e0 evoluta dovrebbe invece essere in grado di accettare anche le esigenze \u201cdiverse\u201d dalla norma che fanno parte del bagaglio psicologico del singolo e trovare un \u201cmodus vivendi\u201d che tenga conto anche delle necessit\u00e0 di ogni individuo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Un giovane omosessuale tent\u00f2 il suicidio perch\u00e9 si sentiva rifiutato dalla sua famiglia. Non avrebbe commesso quel gesto se si fosse sentito accettato dall\u2019ambiente sociale e familiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Lo psicologo Paolo Inghilleri, membro della Sezio\u00adne della Psicologia Transculturale dell\u2019Universit\u00e0 di Milano, sostiene che ogni individuo riceve una eredit\u00e0 culturale specifica e il suo sviluppo psichico e compor\u00adtamentale deriva dalle caratteristiche della societ\u00e0 che lo circonda. Secondo Tobie Nathan<a href=\"#[4]\">[4]<\/a>\u00a0ciascuna cultura pu\u00f2 sviluppare modelli di disordine psichico che sono spesso il risultato di\u00a0 una elaborazione culturale complessa.\u00a0 Dopo\u00a0 un lungo apprendistato frutto di un continuo insegnamento si forma la struttura che porta al disturbo. Ad essa concorrono le esperienze personali, le suggestioni e i principi informatori di una determinata cultura\u00a0 che\u00a0 costituiscono il repertorio emozionale di ogni individuo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Alcune forme psicopatologiche sono anche il risultato di una evoluzione del livello culturale,&nbsp; e variano o si spostano da una regione ad un\u2019altra, da un periodo storico ad un altro, secondo che l\u2019evoluzione sociale&nbsp; le determina o le fa regredire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Afferma Julian Leff<a href=\"#[5]\">[5]<\/a>\u00a0che, mentre nel XIX secolo, a causa del tipo di educazione di struttura sociale l\u2019isteria era molto diffusa nei paesi europei,\u00a0 dalla fine del XX secolo in poi, in paesi come l\u2019Inghilterra, il Galles, la Germania, si \u00e8 notato un regredire dell\u2019isteria, perch\u00e9, a causa dell\u2019attenzione posta sugli stati affettivi,\u00a0 i pazienti hanno progressivamente modificato il loro modo di esprimere il malessere, passando dalle esperienze psicofisiche dell\u2019isteria, a quelle pi\u00f9 stremante mentali dell\u2019ansia e della depressione.\u00a0 L\u2019isteria si trova, invece, ancora di frequente in paesi in via di sviluppo. Elsarrag<a href=\"#[6]\">[6]<\/a>\u00a0ha rilevato in Sudan cecit\u00e0 isterica, diplopia monoculare, paralisi isterica, parestesie, e altre forme di<em>\u00a0conversione<\/em>,\u00a0 proprio come succedeva ai tempi di Charcot a Parigi alla fine del XIX secolo. In Libano Katchadourian e Racy<a href=\"#[7]\">[7]<\/a>\u00a0hanno appurato che\u00a0 l\u2019isteria di conversione costituisce un\u2019alta percentuale dei disturbi nevrotici. Anche in Libia,\u00a0 in Egitto e in India, i casi di isteria sono molto frequenti secondo i rilevamenti di\u00a0 vari psichiatri transculturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il confronto tra i vari tipi di disturbi psichiatrici che si manifestano in culture differenti porta ad&nbsp;&nbsp; una serie di informazioni di estremo interesse. Non sono solo le caratteristiche individuali, ma anche quelle culturali che determinano differenziazioni sostanziali nelle risposte ai disturbi psichici. Prendiamo ad esempio le allucinazioni: viste&nbsp; nel contesto religioso, Sant\u2019Antonio d\u2019Egitto, detto Abate,&nbsp; che visse per settanta anni nel deserto in preda ad esse,&nbsp; proprio perch\u00e9 rappresentavano la sua pia fuga dalla sessualit\u00e0,&nbsp; sono state considerate come manifestazioni meritorie di santit\u00e0, laddove, invece, in un&nbsp; ambito non religioso, fanno passare per malato di mente chi ne \u00e8 affetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Altro dato importante \u00e8 poter seguire i flussi migratori di determinate popolazioni per stabilire come esse reagiscono ai disturbi mentali ed emozionali nel paese dove sono andate a impiantarsi e se le manifestazioni dei disturbi mentali aumentano o diminuiscono nella gente quando&nbsp; si stabilisce in un\u2019altra area culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Importante \u00e8 dunque mettere in luce se il disagio e lo stress dello spostamento da un posto ad un altro e il vivere in un paese diverso da quello d\u2019origine, possa causare, nella popolazione degli emigrati,&nbsp; un maggior numero di malati psichici rispetto a quelli dello stesso tipo di popolazione che per\u00f2 sono rimasti nella patria d\u2019origine.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Un&nbsp; fattore importante,&nbsp; poco considerato dall\u2019analisi statistica, ma che invece&nbsp; \u00e8 molto&nbsp; utile, \u00e8 testare, al momento della partenza, la mentalit\u00e0 e la psicologia&nbsp; dell\u2019emigrante. Conoscere \u201clo stato mentale di chi emigra\u201d, significa potere definire se alla partenza vi sono contorni caratteriali particolari nell\u2019animus di chi affronta l\u2019emigrazione&nbsp; rispetto a chi&nbsp; resta in patria.&nbsp; Ci\u00f2 potrebbe esser utile quando si esamina&nbsp; l\u2019incidenza della malattia psichica tra quanti&nbsp; si sono&nbsp; stabiliti&nbsp; in&nbsp; un altro paese&nbsp; e quelli che sono rimasti in patria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Da uno studio approfondito dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 si \u00e8 anche appurato che molto spesso il destino dello schizofrenico cambia a seconda dello stile culturale della \u00e9quipe psichiatrica e che secondo il tipo di approccio:&nbsp; in alcune aree vi \u00e8 guarigione, in altre la malattia permane in cronicit\u00e0. Questa constatazione&nbsp; induce a ritenere che psicologi e psichiatri dovrebbero utilizzare&nbsp; oltre alla competenza clinica anche un sistema appropriato per decifrare i clich\u00e9 del contesto sociale che hanno causato la malattia, e&nbsp; prevedere quali&nbsp; parametri sociali da&nbsp; utilizzare per&nbsp; ricostruire la serenit\u00e0 del malato<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Note:<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"[1]\">[1] G. Devroux\u00a0<em>, Saggi\u00a0 di etnopsichiatria generale<\/em>, Armando, Roma,1978.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"[2]\">[2] J. Spencer\u00a0\u00a0<em>The mental health of Jehovah\u2019s Witness, in British Journal of Psychiatry<\/em>,126-1975, p 556-559<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"[3]\">[3]\u00a0M.P.Janet,\u00a0<em>Les n\u00e8vroses<\/em>, Paris, 1909<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"[4]\">[4]\u00a0T.Nathan,\u00a0<em>La follia degli altri, Ponte delle Grazie,<\/em>\u00a0Firenze,1990<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"[5]\">[5]\u00a0J.Leff,\u00a0<em>Psichiatrie e culture<\/em>, Edizioni Sonda, Torino, 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"[6]\">[6]\u00a0M.E.Elsarrag,\u00a0<em>Psychiatry in the Northen Sudan: a study in comparative psychiatry<\/em>, in \u201cBritish Journal of Psychiatry\u201d, n. 114, 1968.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"[7]\">[7]\u00a0H. Katchadourian e J. Racy,\u00a0<em>The diagnostic distribution of treated\u00a0 psychiatric\u00a0 illness in Lebanon\u00a0<\/em>, in\u00a0 \u201cBritish Journal of Psychiatry\u201d, 115, 1969.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La psichiatria transculturale \u00e8 impegnata nell\u2019individuare cosa s\u2019intende per anormalit\u00e0 e&nbsp; normalit\u00e0 nei vari contesti culturali. Essa, indagando in varie aree geo-culturali l\u2019origine del disturbo mentale,&nbsp; &nbsp;ha identificato quasi sempre&nbsp; una responsabilit\u00e0 nel tipo di insegnamento sociale&nbsp; impartito la&nbsp; radice dei conflitti tra il singolo e la sua cultura. 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