{"id":207,"date":"2026-07-12T20:55:55","date_gmt":"2026-07-12T18:55:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=207"},"modified":"2026-07-12T20:55:55","modified_gmt":"2026-07-12T18:55:55","slug":"uno-nessuno-centomila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=207","title":{"rendered":"Uno Nessuno Centomila"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00a0\u201cL\u2019uomo piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa. Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch\u2019io possa conoscervi se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza pu\u00f2 essere? E\u2019 forse questa forma la cosa stessa? S\u00ec, tanto per me, quanto per voi; ma non cos\u00ec per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, n\u00e9 voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non \u00e8 uguale per tutti e anche per ciascuno di noi pu\u00f2 di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Eppure, non c\u2019\u00e8 altra realt\u00e0 fuori di questa, se non cio\u00e8 nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realt\u00e0 che ho io per voi \u00e8 nella forma che voi mi date; ma \u00e8 realt\u00e0\u00a0 per voi e non per me; la realt\u00e0 che voi avete per me \u00e8 nella forma che io vi do; ma \u00e8 realt\u00e0 per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realt\u00e0 se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto\u201d, [Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila, , ed. Mondadori, 1969, pp.59\/60] L\u2019estremo relativismo riguardo la costruzione, la comunicazione e l\u2019immagine di s\u00e8 per s\u00e8 e per gli altri, \u00e8 di Vitangelo Moscarda, protagonista di uno delle pi\u00f9 celebri opere di Luigi Pirandello, scritta nel 1925 (ma il suo inizio data 1909) e pubblicata a puntate sul settimanale \u201cLa Fiera letteraria\u201d nel 1926, \u201cUno, nessuno e centomila\u201d; ultimo romanzo del grande scrittore siciliano, esso \u00e8 anche uno degli esiti pi\u00f9 rivoluzionari della narrativa del \u2018900.<br>Nessuno per s\u00e9, in quanto l\u2019io \u00e8 fondamentalmente essere-per-l\u2019altro, il protagonista \u00e8 contemporaneamente uno per quanti sono coloro che si mettono in relazione con lui e costruiscono la sua immagine, e dunque altri centomila. Costruire se stessi e la propria immagine, questa sara\u2019 ricevuta per quanti sono coloro che si metteranno in relazione con quell\u2019immagine: cio\u2019 dimostra si\u2019 la relativita\u2019 della relazione, ma l\u2019assolutezza della comunicazione: e\u2019 impossibile non solo non comunicare (Watzlavick), ma e\u2019 impossibile non comunicare la propria immagine (forma) seppure questa possa non coincidere con l\u2019io vero della propria personalita\u2019 (sostanza) [vedi dialettica io\/me e il concetto di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.dubladidattica.it\/role.html\">role-taking<\/a> (Io Psicologico)\u00a0di G.H.Mead] \u00a0Eppure Pirandello parte da un altro assunto filosofico: \u00e8 impossibile comunicare, l\u2019uomo \u00e8 destinato alla solitudine: \u201cAbbiamo usato, io e voi la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per s\u00e9, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell\u2019accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d\u2019intenderci; non ci siamo intesi affatto.\u201d<br>L\u2019unica strada per superare la chiusura della soggettivit\u00e0 \u00e8 essere consapevoli della relativit\u00e0 dei giudizi; ma, appunto, la solitudine e la chiusura in s\u00e9, assolutizzati, porterebbero ad occludersi ogni via di conoscenza, seppure costituirebbero la vera libert\u00e0. Il che sposta l\u2019assunto pirandelliano, dall\u2019incomunicabilit\u00e0 alla comunicazione e relativit\u00e0 comunicativa come via alla conoscenza.<br>D\u2019altra parte lo stesso protagonista, Vitangelo Moscarda, attua la salvezza dalla razionalit\u00e0 attraverso il suo pieno inveramento (decidere di essere l\u2019uno\/nessuno di se stessi senza curarsi delle centomila immagini diverse, distrugge le relazioni cos\u00ec come esse si erano maturate nel corso dell\u2019esperienza esistenziale, porta alla libert\u00e0 ma lo conduce al mendicio). E, in definitiva, anche la riconquistata riappropriazione del proprio essere, a seguire Pirandello, porterebbe ad un\u2019altra immagine per gli altri, mai concidente con la propria vera. \u201c \u2018Era proprio la mia quell\u2019immagine intravista in un lampo? Sono proprio cos\u00ec, io, di fuori, quando \u2013 vivendo \u2013 non mi penso? Dunque per gli altri sono quell\u2019estraneo sorpreso nello specchio: quello, e non gi\u00e0 io quale mi conosco: quell\u2019uno l\u00ec che io stesso in prima, scorgendolo, non ho riconosciuto. Sono quell\u2019estraneo, che non posso veder vivere se non cos\u00ec, in un attimo impensato. Un estraneo che possono vedere e conoscere solamente gli altri, e io no\u2019, E mi fissai d\u2019allora in poi in questo proposito disperato: d\u2019andare inseguendo quell\u2019estraneo ch\u2019era in me e che mi sfuggiva; che non potevo fermare davanti a uno specchio perch\u00e9 subito diventava me quale io mi conoscevo; quell\u2019uno che viveva per gli altri e che io non potevo conoscere; che gli altri vedevano vivere e io no. Lo volevo vedere e conoscere anch\u2019io cos\u00ec come gli altri lo vedevano e conoscevano.<br>Ripeto, credevo ancora che fosse uno solo questo estraneo: uno solo per tutti, come uno solo credevo d\u2019esser io per me. Ma presto l\u2019atroce mio dramma si complic\u00f2: con la scoperta dei centomila Moscarda ch\u2019io ero non solo per gli altri ma anche per me, tutti con questo solo nome di Moscarda, brutto fino alla crudelt\u00e0, tutti dentro questo mio povero corpo ch\u2019era uno anch\u2019esso, uno e nessuno ahim\u00e8, se me lo mettevo davanti allo specchio e me lo guardavo fisso e immobile negli occhi, abolendo in esso ogni sentimento e ogni volont\u00e0.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u201cL\u2019uomo piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa. Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch\u2019io possa conoscervi se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? 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