{"id":216,"date":"2026-07-12T20:59:19","date_gmt":"2026-07-12T18:59:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=216"},"modified":"2026-07-12T20:59:19","modified_gmt":"2026-07-12T18:59:19","slug":"il-disagio-di-vivere-e-il-rimedio-farmacologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=216","title":{"rendered":"Il disagio di vivere\u00a0 e il\u00a0rimedio\u00a0farmacologico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Non sempre esistono condizioni per un obbiettivo percorso mentale razionale. Certe&nbsp;<em>evidenze<\/em>, sono inquinate da motivi emozionali, e per ci\u00f2 non sono sempre esaurienti. L\u2019autodiagnosi di un disturbo nevrotico \u00e8 soggetta ad&nbsp;<em>interpretazione<\/em>&nbsp; personale arbitraria e ritenuto magari una malattia corporale. Parenti e&nbsp; amici avvalorando l\u2019ipotesi che il disturbo&nbsp; psicologico, che non \u00e8 altro se non una&nbsp; modalit\u00e0 di fuga, sia invece un malanno fisico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">A influenzare in modo decisivo la medicalizzazione in qualche caso contribuisce anche il medico di base, il quale,&nbsp; per mancanza di tempo da dedicare al paziente, gli fornisce per sedare i disturbi psichici&nbsp; la terapia farmacologia la quale&nbsp; riduce ulteriormente la capacit\u00e0 del malato di ammettere che il suo malessere ha origini esistenziali e non fisiologiche. La medicalizzazione consente al malato di eludere la etiologia del disturbo e la terapia farmacologia pu\u00f2 apparire sulle prime&nbsp; come&nbsp; una panacea.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019azione del farmaco, controllando e regolando il tono dell\u2019umore, frena l\u2019ansia e consente di ridurre l\u2019angoscia. Ma la temporanea attenuazione della sintomatologia impedisce un intervento profondo che metta in discussione la situazione esistenziale del soggetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019assuefazione al prodotto farmacologico ne sollecita la prescrizione di un nuovo, si allontana sempre pi\u00f9 la possibilit\u00e0 che il paziente&nbsp; rifletta sui suoi casi \u201csenza la rete farmacologia\u201d e vagli il suo cammino esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Dopo avere eliminato le convinzioni e i tab\u00f9 che hanno condizionato il mondo di pensare, e dopo avere cambiato in conseguenza&nbsp; stile di vita, il disagio esistenziale espresso in termini di mali fisici o&nbsp; di&nbsp; depressione e\/o di angoscia si attenua in maniera consistente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se la prospettiva farmacologia impedisce che disagio e sofferenza psichica vengano presi in esame anche sotto l\u2019aspetto esistenziale, la sofferenza&nbsp; psichica interpretata solo come&nbsp;&nbsp; malessere \u201ccorporale\u201d ha difficolt\u00e0 a cessare.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Infatti se l\u2019intervento terapeutico rimane&nbsp; al solo livello farmacologico, le lacerazioni interiori che assillano non vengono prese in considerazioni e si radicalizza sempre pi\u00f9 l\u2019idea della organicit\u00e0 del malessere. Una spirale questa che non ha sbocco se non sopravviene una interpretazione sociologica dell\u2019eziologia del malessere.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sempre esistono condizioni per un obbiettivo percorso mentale razionale. Certe&nbsp;evidenze, sono inquinate da motivi emozionali, e per ci\u00f2 non sono sempre esaurienti. L\u2019autodiagnosi di un disturbo nevrotico \u00e8 soggetta ad&nbsp;interpretazione&nbsp; personale arbitraria e ritenuto magari una malattia corporale. 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