{"id":259,"date":"2026-07-13T21:01:46","date_gmt":"2026-07-13T19:01:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=259"},"modified":"2026-07-13T21:01:46","modified_gmt":"2026-07-13T19:01:46","slug":"violenza-giovanile-e-crudelta-ancestrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppeparadiso.com\/?p=259","title":{"rendered":"VIOLENZA GIOVANILE E CRUDELTA\u2019 ANCESTRALE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Un male oscuro sembra gravare sul nucleo domestico: la famiglia \u00e8 dunque un valore a rischio?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In Italia, negli ultimi &nbsp; anni, i reati commessi in famiglia da giovani sono in &nbsp; crescita. Mentre dal 1945 al 1975 si erano registrati una decina di parenticidi commessi da minori o da giovanissimi, nel ventennio 1975-95 la cifra \u00e8 salita a 53 (di &nbsp; questi, 25 sono avvenuti al Nord Italia, 18 al Centro e 10 al Sud). Dal 1995 al 2001 si sono avuti oltre venti casi di omicidi di minori in famiglia. I giovani che hanno commesso delitti familiari sono in una et\u00e0 compresa tra i sedici e i venticinque anni e sono pi\u00f9 maschi che femmine. Ma quando le donne &nbsp; commettono questo genere di crimini lo fanno anch\u2019esse in maniera efferata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ecco alcuni &nbsp; orribili episodi di violenza giovanile &nbsp; avvenuti all\u2019interno della famiglia: nel 1974 il ventiduenne Giuseppe Meli, che a quel tempo era in servizio militare, rientrando a casa per una licenza, dopo aver &nbsp; litigato col fratello Antonio, di 19 anni, lo ha ucciso e ne ha fatto scomparire il cadavere in un canale. La polizia scoprir\u00e0 casualmente, dopo ventisei anni, attraverso il diario dello stesso Giuseppe, che \u00e8 diventato nel frattempo un barbone, ci\u00f2 che \u00e8 successo tra i due fratelli; nel 1981 &nbsp; Roberto Succo ha soppresso il padre e la madre senza apparenti motivi; nel 1985 Massimo Bosso a Biella ha massacrato il padre con colpo di spranga; Giuseppe Carretta, dopo avere sterminato nel 1989 padre, madre e fratello, per ben nove anni \u00e8 riuscito a far perdere le tracce di s\u00e9; nel 1986 Stefano Diamante, ventiseienne, assassinato la madre, la preside Silvana Petrucci, a seguito dei rimproveri per non avere sostenuto gli esami &nbsp; all\u2019universit\u00e0; nel 1998 Riccardo Colombo a Giavera del Montello, ha soppresso madre e fratello \u00abcolpevoli \u2013 cos\u00ec afferm\u00f2 l\u2019omicida \u2013 di avere sbagliato la dichiarazione dei redditi\u00bb; Nadia Frigorio, a San Michele Extra, ha strangolato la madre; Pietro Maso, a Montecchia di Crosato, il 16 aprile del 1991 ha massacrato con l\u2019aiuto di tre amici i propri genitori; nel 1992, Giovanni Rozzi, a Cerveteri, &nbsp; complice un amico, ha soffocato i suoi genitori mentre dormivano; &nbsp; Carlo Nicolini, a Giavera del Montello, nel 1995 ha sterminato &nbsp; i suoi genitori a fucilate; Paolo Gagliano, &nbsp; nel 1997 ha soppresso i genitori e il cane che stava con loro. Nel 1975, la diciottenne Doretta Graneris, aiutata dal fidanzato, ha assassinato padre, madre, fratello e nonni, senza avere mai spiegato il perch\u00e9 di quell\u2019insano gesto. Nell\u2019agosto del &nbsp; 2000, il trentatreenne Potito Conte, giovane violento ed ubriaco fu accoltellato dal fratello Nicola di 29 anni. &nbsp; Nel 2001, Paolo Pasimeni, colto da un raptus di paura, ha accoppato il padre, docente universitario, &nbsp; per nascondergli di non avere sostenuto alcuni esami all\u2019universit\u00e0; &nbsp; a Ghemme, nello stesso periodo, nel novarese, la ventunenne Barbara Barbero e il suo fidanzato, Angelo Martinetti di 19 anni, &nbsp; hanno tentato di uccidere la madre della ragazza per futili motivi: la vittima si \u00e8 difesa ed \u00e8 riuscita a salvarsi. Nel marzo 2001, a Pompei, la signora Marina Allocca, madre di tre ragazzi, &nbsp; \u00e8 stata strangolata dal figlio maggiore, Alessandro, di sedici anni, che da tempo le rimproverava di essere la causa del divorzio col padre per cui tra i due da tempo non correvano buoni rapporti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">E una terribile storia di degrado ha fatto scoppiare un dramma domestico ancora nel marzo 2001: al centro della vicenda i continui litigi tra il trentottenne Paolo Magazz\u00f9, aiuto cuoco, e la vecchia madre settantenne con la quale conviveva in un tugurio. L\u2019uomo, &nbsp; spesso alcolizzato, da tempo bastonava la madre, la quale per\u00f2 non l\u2019aveva mai voluto denunziare. I vicini avevano pi\u00f9 volte convinto Paolo, che non voleva pi\u00f9 vivere con sua madre, a tenerla ancora con lui. E ci\u00f2 fino a quando, dopo un\u2019ultima lite, l\u2019uomo l\u2019ha massacrata barbaramente a pugni e pedate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Un altro crimine giovanile agghiacciante, accaduto per\u00f2 al di fuori dell\u2019ambito familiare, ma &nbsp; che ha trasformato due giovani vite in un deserto, \u00e8 stato commesso da due ragazze, Anna Maria Botticelli e Maria Filomena (Mariena) Sica, le quali, dopo aver preparato freddamente l\u2019omicidio,e senza alcun motivo apparente, hanno soppresso &nbsp; l\u2019amica Nadia Rocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Casi simili a questi &nbsp; si riscontrano nelle cronache degli ultimi anni anche in altri paesi, quasi che \u201cuccidere\u201d possa essere considerata una scorciatoia per risolvere i problemi che sorgono in famiglia. Gli Usa vantano un terribile primato al riguardo: ogni anno, dicono le statistiche, sono circa trecento gli episodi del genere. Nel 1989, una vicenda sembr\u00f2 riassumere quanto di pi\u00f9 atroce pu\u00f2 accadere in una famiglia: i fratelli Menendez massacrarono entrambi i genitori, e, durante il processo, \u201cgiustificarono\u201d la loro efferatezza affermando che la madre aveva impartito loro una educazione spietata e il padre aveva abusato di loro sessualmente e psicologicamente per anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Un altro \u201cgiovane perbene\u201d, Ronald De Feo, qualche anno dopo, massacr\u00f2 padre, madre e fratelli, e non si \u00e8 mai potuto appurare perch\u00e9 lo abbia fatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Si tratta di atroci episodi, &nbsp; commessi da adolescenti e giovani senza alcuna risonanza emotiva, &nbsp; con straordinaria freddezza, come se fossero indifferenti e incapaci di capire cosa abbiano fatto e senza alcuna presa di coscienza e pentimento; &nbsp; lo stesso isolamento affettivo e distacco dai sentimenti che, a Novi Ligure, nel febbraio &nbsp; 2001 ha spinto la sedicenne Erika Di Nardo, aiutata dal fidanzato, il diciassettenne Omar, ad uccidere la &nbsp; madre e il fratellino. Una \u201cfreddezza\u201d che ha fatto dire ad Erika, ad un parlamentare che era andato a trovarla in carcere: \u00abSperiamo che con quel che \u00e8 successo non perda l\u2019anno scolastico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00c8 possibile che, dietro tanta glaciale ferocia vi sia invece un eccesso incontrollabile di emozioni e di frustrazioni, con una conseguente incapacit\u00e0 a governarle, sino a far scatenare reazioni cos\u00ec forti e poi a nasconderle anche a se stessi con una impassibilit\u00e0 fittizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Necessit\u00e0 di salvare le apparenze<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Sebbene non si possa ignorare che tra parenti e consanguinei non mancano tensioni e rancori, si cerca di mascherare lo sconquasso emotivo familiare con una maldestra &nbsp; finzione di perbenismo e di tranquillit\u00e0. Si tratta di strategie di \u201ccopertura\u201d che hanno radici culturali profonde e che tendono ad occultare le conflittualit\u00e0 familiari, che, di certo, sono pi\u00f9 estese di quanto le statistiche non sottolineino. Infatti, proprio nella quotidianit\u00e0 domestica si possono sviluppare e moltiplicare tensioni, astii, perturbamenti, &nbsp; dovuti a incomprensioni, a \u201cpiccole\u201d ma continue situazioni di gelosia, a persistenti mancanze di rispetto della privacy e della personalit\u00e0, a punizioni umilianti, e ad altre significative prevaricazioni. Infatti, in nessun luogo come nel nucleo domestico sono permesse tante violazioni del rispetto della persona, ed \u00e8 tollerata una gradualit\u00e0 di violenza che sarebbe ritenuta inaccettabile in qualsiasi altra struttura sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La giornalista Brunella Giovara, a proposito della violenza tra le mura domestiche, riferisce lo sfogo di Andrea, un perito chimico di trent\u2019anni, che lavora in un\u2019azienda alla periferia di Milano. Andrea racconta alla giornalista che le aggressioni, le provocazioni, il sadismo di suo padre sono stati, per oltre dieci anni, l\u2019inferno per lui e per suo fratello. Se la moglie cercava di farlo ragionare, l\u2019uomo diventava pi\u00f9 furioso. &nbsp; Mentre in pubblico questo padre era una persona piacevole, ben inserita, e mostrava di avere molti interessi, in casa era violento con le parole e con i fatti, e teneva tutta la famiglia sotto una morsa psicologica gelida e terrificante. \u00abRicordo punizioni terribili, completamente sproporzionate. Mio padre era ossessionato dalla sua infanzia trascorsa in un collegio molto severo. A me ha detto che meritavo il collegio o il riformatorio\u00bb. Il padre legava i figli a letto e li prendeva &nbsp; a cinghiate. Quando aveva diciassette anni, Andrea, fattosi pi\u00f9 risoluto, disse a suo padre: \u00abUn giorno o l\u2019altro ti ammazzo\u00bb. E l\u2019intervistato confessa alla giornalista: \u00abNessuno al di fuori di noi sapeva cosa stava succedendo a casa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Si tratta di una delle tante storie, di quelle che comportano la perdita del senso di sicurezza, la perdita del senso di s\u00e9. Come questa, coperte dalla privacy e dal segreto domestico, ce ne sono molte, in cui padri padroni maltrattano i familiari, in cui &nbsp; madri lamentose ed ossessive fanno dei figli individui nevrotici e ansiosi. Quella narrata da Giovara \u00e8 emblematica, e serve da esempio per capire cosa pu\u00f2 anche accadere in una famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In alcuni casi le conseguenze di queste trasgressioni alla civilt\u00e0 del rispetto non tardano a farsi sentire nei giovani, i quali manifestano la loro ribellione con l\u2019indisciplina e il disinteresse allo studio, il mutismo e l\u2019accidia nei confronti dei genitori, le reazioni psico-corporali, come l\u2019obesit\u00e0, l\u2019anoressia, e le manifestazioni psichiche pi\u00f9 evidenti come un\u2019accentuata timidezza o un\u2019eccessiva aggressivit\u00e0 sportiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Liebowitz sostiene che in alcuni casi vi pu\u00f2 essere un\u2019incapacit\u00e0 neurologica a gestire la frustrazione e la rabbia, e definisce questo disturbo disforia isteroide, che, decifrando il senso dalle parole greche, significa difficolt\u00e0 a sopportare umiliazioni e avvilimenti, e che si traduce in un turbamento del tono umorale ed affettivo. Si tratterebbe, in pratica, della sindrome che manifestano le persone che non resistono agli stress emozionali, le quali, quando si sviluppa questa sindrome, &nbsp; provano uno stato di disagio che produce una &nbsp; tensione che pu\u00f2 far evolvere il rapporto in una situazione infernale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">E tuttavia, nell\u2019ambito del nucleo domestico non \u00e8 insolito che si venga a costituire una specie di omert\u00e0, che occulta il palcoscenico quotidiano di tensioni e drammi e crea una barriera di silenzio nei confronti di tutti gli estranei, impedendo cos\u00ec che appaiono all\u2019esterno fenomeno disgregativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Inoltre, poich\u00e9 \u00e8 difficile ammettere che il seme della violenza, insito nella natura umana, &nbsp; possa essere coltivato anche nelle famiglie e &nbsp; possa evolvere in maniera devastante, &nbsp; quando si evidenziano crimini domestici che no n possono essere occultati, si cerca di accollarne l\u2019origine ad eventi esteriori alla dinamica familiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Non potendo negare che fenomeni tanto efferati accadono anche nelle comunit\u00e0 familiari \u201cperbene\u201d, e non volendo smascherare la causa recondita di questi incidenti, si fa ricorso a spiegazioni di comodo, attribuendone la responsabilit\u00e0 alla eccessiva permissivit\u00e0 concessa dalla societ\u00e0 agli adolescenti, oppure al consumo di droga, o alla violenza in Tv, o colpevolizzando la Scuola (che non fornirebbe modelli adeguati), o all\u2019influenza delle amicizie \u201cdevianti\u201d, o, se si tratta di giovani in et\u00e0 da lavoro, attribuendone la colpa alla mancanza di esso. Ci\u00f2 contribuisce a mantenere un\u2019immagine della famiglia rassicurante e accattivante, in cui pap\u00e0, mamma e figli appaiono felici esibendo sorrisi e affettazioni di circostanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La gente non ha voglia di approfondire e conoscere come stanno davvero le cose al riguardo, tant\u2019\u00e8 che \u00a0 mostra stupore e sbalordimento, quando accadono avvenimenti estremi come quelli test\u00e9 ricordati. Alla presenza di fatti del genere, si pu\u00f2 avere trepidazione e amarezza, ma non meraviglia. E tuttavia, c\u2019\u00e8 chi tende a rimanere con gli occhi chiusi alla realt\u00e0. Probabilmente anche la famiglia Di Nardo, distrutta nel febbraio del 2001 dall\u2019insano gesto di una figlia, in passato aveva \u00a0 rigettato, come assurda, l\u2019idea di essere scalfita da un dramma domestico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00abLa mia pi\u00f9 grande amica \u00e8 mia sorella\u00bb, scriveva proprio qualche giorno prima d\u2019essere ucciso dalla sorella Gianluca De Nardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019agghiacciante vicenda di Novi Ligure, in cui la sedicenne Erika e il suo fidanzato, il diciassettenne Omar, hanno massacrato proditoriamente la madre e il fratello della ragazza, porta ad analizzare ulteriormente il problema della ferocia umana, cio\u00e8 a capire come pu\u00f2 accadere che il nostro cervello operi anche con modalit\u00e0 delittuose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>La violenza familiare non \u00e8 solo quella minorile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se \u00e8 difficile &nbsp; stabilire a priori cosa funziona e cosa non funziona in una famiglia, ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 drammatico ed insensato \u00e8 non rendersi conto che le tragedie familiari possono esplodere in qualsiasi contesto. Per inciso, se non si vuole mancare di obbiettivit\u00e0, bisogna sottolineare che, oltre alla violenza dei figli nei confronti di adulti e parenti, esiste anche &nbsp; l\u2019efferatezza degli adulti sui minori: neonati &nbsp; abbandonati nei cassonetti della spazzatura, sgozzati \u201cperch\u00e9 facevano troppo chiasso\u201d, massacrati per non affidarli al partner, uccisi \u201cper fare uno sgarbo\u201d al coniuge. E ancora: bambini precipitati nel vuoto tra le braccia di un genitore suicida, che li trascina con s\u00e9 nell\u2019abisso; bambini legati al letto perch\u00e9 non girino per casa quando i genitori sono assenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi la feroce violenza che si consuma tra coniugi, con omicidi per gelosia, pestaggi e stupri all\u2019interno della coppia, fino ad efferatezze imprevedibili, come ci\u00f2 che avvenne nel 1984, a Chester. In questa ridente cittadina inglese,&nbsp;&nbsp; John Frederich Perry, per non acconsentire al divorzio chiesto dalla moglie Annabel, che, secondo la sentenza del tribunale, gli sarebbe costato la somma di 15.000 sterline da versare alla donna, la uccise, e, dopo aver sezionato il cadavere, lo disperse giorno dopo giorno in una discarica. Ma, non avendo fatto in tempo ad occultare tutti i \u201cpezzi\u201d, Perry non pot\u00e9 impedire che gli agenti di polizia, che cercavano la donna &nbsp; scomparsa, trovassero alcuni resti di Annabel nel suo frigorifero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nell\u2019epoca dei progressi della medicina, delle scienze e della tecnologia, l\u2019umanit\u00e0, per certi versi, &nbsp; affonda ancora nell\u2019et\u00e0 della pietra. Si avverte un forte senso d\u2019insicurezza leggendo le quotidiane cronache criminali: una studentessa che passeggia all\u2019universit\u00e0 viene freddata da un colpo di pistola sparato da chi sa chi; una &nbsp; suora \u00e8 assassinata da alcune ragazze senza una spiegazione; una ragazza viene uccisa dall\u2019amica pi\u00f9 intima, la quale, \u201ccurandole\u201d il raffreddore, le somministra un potente veleno nella minestra; a Cologno Monzese una donna \u00e8 stuprata da un giovane ventiquattrenne per strada tra due cassonetti della spazzatura, e nessuno le corre in aiuto, anzi, due giovani di passaggio, la deridono e la insultano; a Sesto San Giovanni, Roberto, studente di diciassette anni, ha sgozzato la propria ragazza, Monica, anch\u2019essa studentessa, di sedici anni, con un colpo di temperino, e in tasca aveva un biglietto d\u2019amore per lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Lo sfascio dell\u2019umanit\u00e0 appare pi\u00f9 paradossale se si pensa all\u2019enorme progresso in cui viviamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La violenza si verifica nella giungla metropolitana come nelle campagne, nel mondo industriale e in quello contadino, e non si tratta di delitti commessi solamente da gente appartenente a classi sociali emarginate, ma anche da persone di buon livello sociale ed intellettuale. La storia e la cronaca sono lastricate &nbsp; di emblematici, sanguinosi &nbsp; drammi domestici, tragiche prove dell\u2019efferatezza della mente umana, in cui \u00e8 anche possibile decifrare disturbi emotivi, che sfociano in violenze nella famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">E ci\u00f2 accade &nbsp; anche quando tutto in superficie sembra tranquillo. In realt\u00e0, gelosie nascoste, risentimenti celati, ostilit\u00e0 che covano nell\u2019inconscio se tirati troppo alla lunga fanno esplodere &nbsp; sconsiderate crudelt\u00e0. Per capire l\u2019origine di tutto ci\u00f2 bisogna risalire alla storia dell\u2019umanit\u00e0, e metterne a nudo&nbsp;&nbsp; pregi e &nbsp; difetti, luci ed ombre, virt\u00f9 e deficienze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;Il cervello primitivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Quando accadono eventi cos\u00ec violenti e improvvisi, esplode l\u2019indignazione &nbsp; e si leva la condanna. Aldus Huxley ritiene che vi sono persone che utilizzano l\u2019odio come una reazione compensatoria, se non addirittura appagante, sicch\u00e9, quando &nbsp; tipi del genere accumulano una forte energia aggressiva, si lasciano trascinare a comportamenti feroci. E anche Fromm \u00e8 del parere che spesso \u00abl\u2019uomo agisce con crudelt\u00e0 e distruttivit\u00e0 traendone una immensa soddisfazione\u00bb. E pur tuttavia, per una sorta di autodifesa collettiva, si tenta di \u201crimuovere\u201d l\u2019esistenza di tanta spietatezza nell\u2019essere umano, e non si vuole riconoscere che l\u2019umanit\u00e0 possa cadere cos\u00ec in basso. Si preferisce invece &nbsp; parlare di malattia mentale e di fatalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ma se si vuole veramente &nbsp; tentare di capire i motivi di tanto sconquasso, bisogna convenire che esiste una aggressivit\u00e0, una crudelt\u00e0, una brutalit\u00e0 psicofisiologica. Essendo il cervello dell\u2019uomo, come si presenta attualmente, il risultato dell\u2019evoluzione di un aggregato di strutture, molte delle quali ebbero origine all\u2019alba della vita sulla terra, esso \u00e8 condizionato dagli elementi arcaici primitivi, elementi che di conseguenza sono modellati a strutture comportamentali alquanto selvagge. Analizzando la psicologia dell\u2019aggressivit\u00e0 dell\u2019individuo, si pu\u00f2 presumere che questo malcostume affondi le radici in un passato ancestrale, del quale l\u2019umanit\u00e0 non si \u00e8 ancora liberata. In quel \u201ccontenitore\u201d che \u00e8 la mente, si pu\u00f2 trovare di tutto, anche la scheggia assassina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Secondo P.D. McLean il cervello umano sarebbe formato da tre cervelli soprapposti, dei quali i primi due sono retaggio dei rettili e dei mammiferi. Ha affermato a tal proposito Rita Levi Montalcini: \u00abStudi sull\u2019architettura e sulla configurazione dei centri nervosi dei tre cervelli hanno posto in rilievo, nel cervello dell\u2019uomo, l\u2019esistenza di costellazioni nucleari interconnesse da circuiti nervosi non dissimili da quelle del cervello dei rettili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La Montalcini si \u00e8 chiesta se &nbsp; non vi siano nel comportamento dell\u2019uomo componenti comuni non soltanto ai mammiferi, ma anche ai vertebrati inferiori. La parte pi\u00f9 recente del cervello dell\u2019uomo, la corteccia, \u00e8 quella che ingloba le parti pi\u00f9 primitive \u2013 sostiene la scienziata \u2013 ed \u00e8 come un manto ripiegato in mille circonvoluzioni, ma sotto questo mantello corticale dell\u2019uomo, permane in qualche modo anche il cervello del rettile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In pratica, solo la corteccia, sede della ragione, \u00e8 la sezione pi\u00f9 squisitamente umana del nostro cervello; ma quando la mente perde il controllo critico, essa regredisce a livelli &nbsp; primitivi, ed emerge la zona pi\u00f9 ancestrale del cervello, quella di cui si servivano i nostri bis-bis-antenati. A quel punto la natura selvaggia ha il predominio e l\u2019individuo commette crimini efferati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Secondo Vittorino Andreoli vi \u00e8 una relazione tra aggressivit\u00e0 e alcune parti dell\u2019encefalo come il bulbo olfattivo, l\u2019ippocampo, i nuclei del setto, e quelli del rafe nel pavimento del quarto ventricolo e l\u2019amigdala. Ci\u00f2 denunzierebbe un retaggio di comportamenti primitivi fissati nel nostro patrimonio fisiologico, che si riflettono anche in quello psicologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 in passato, Konrad Lorenz e A. Storr erano del parere che l\u2019aggressivit\u00e0 \u00e8 deterministicamente un comportamento spontaneo non solo negli animali ma anche nell\u2019uomo. &nbsp; K. Lorenz riferisce che agli inizi del \u2018900, il fisiologo W. B. Cannon, cerc\u00f2 di spiegare il complesso meccanismo fisiologico dell\u2019aggressivit\u00e0, assegnandogli come sede principale l\u2019ipotalamo. In condizioni non estreme la corteccia, afferm\u00f2 Cannon, inibirebbe questa attivit\u00e0 ipotalamica; ma allorquando si scatena una pulsione iraconda incontrollabile, l\u2019inibizione si attenua e l\u2019ipotalamo ha via libera nel provocare il meccanismo fisiologico di base della aggressivit\u00e0. Si tratta di affermazioni fatte in un periodo in cui l\u2019indagine scientifica cerebrale non utilizzava ancora i mezzi diagnostici pi\u00f9 evoluti dell\u2019ultima generazione. Oggi, che la ricerca \u00e8 pi\u00f9 evoluta, si hanno anche delle conferme. Grazie a nuove tecniche di ricerca, N. C. Andreasen afferma &nbsp; che l\u2019ipotalamo contiene i centri che regolano l\u2019aggressivit\u00e0 e che pazienti che hanno disturbi affettivi possono soffrire di uno squilibrio nell\u2019asse ipotalamico-surrenale-ipofisario: ci\u00f2 creerebbe una scarsa adattabilit\u00e0 allo stress.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Sono molti i tentativi di localizzare nell\u2019encefalo le funzioni psicologiche (Paul Broca, Franz Gall, Karl Wericke), ma a tal proposito, sia Oliver Sacks che A. R. Luria sono &nbsp; propensi a ritenere che singole aree cerebrali possano essere incluse in diversi tipi di sistemi funzionali, arrivando cos\u00ec al concetto di &nbsp; polivalenza funzionale delle strutture corticali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Luria, in particolare, afferma che per analizzare l\u2019attivit\u00e0 aggressivit\u00e0 dell\u2019individuo, si deve indagare su un complesso polifunzionale che si basa su elementi, tra loro correlati ma anche altamente differenziati, &nbsp; non solo fisiologici ma anche psicologici e storico-sociali. Afferma infatti lo scienziato russo: \u00abConquista fondamentale della psicologia contemporanea pu\u00f2 esser considerato il rifiuto delle posizioni idealistiche che nelle funzioni psichiche vedevano l\u2019espressione di un principio spirituale, diverso da ogni altro fenomeno naturale, e il rifiuto all\u2019approccio &nbsp; naturalistico che nei processi psichici non vedeva se non propriet\u00e0 naturali del cervello umano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Un\u2019altra via interpretativa della interconnessione encefalo-violenza, \u00e8 riferita da Vittorino Andreoli, &nbsp; il quale afferma che secondo alcuni studiosi, \u00abl\u2019encefalo \u00e8 un sistema organizzativo che sarebbe in grado di integrare un sapere genetico e uno acquisito, storico\u00bb. In altri termini, l\u2019esperienza \u00e8 in grado di modificare l\u2019encefalo, il quale, a quel punto, organizzerebbe&nbsp;&nbsp; una struttura biologica cos\u00ec come impone l\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In ogni caso per\u00f2, e indipendentemente dalle localizzazioni delle funzioni mentali, non si pu\u00f2 ignorare che nel \u201ccontenitore\u201d del cervello esistono, latenti, quei comportamenti ancestrali o acquisiti, che sviluppano aggressivit\u00e0, brutalit\u00e0, odio, ferocia e violenza, e che sono tutte &nbsp; reazioni di cui si \u00e8 servito l\u2019essere primitivo. Queste modalit\u00e0 di reazione possono restare inattive per tutta una vita, ma, per una serie di fattori concomitanti e scatenanti, possono essere &nbsp; rimessi in funzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il bambino che si comporta in modo crudele con gli animali, l\u2019adulto che uccide per un sorpasso, il soggetto che replica in maniera aggressiva e sproporzionata ad una minaccia (vera o supposta), non sono che \u201crisposte\u201d ancestrali, &nbsp; non inibite da una efficiente educazione e da un valido controllo di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Partendo da queste considerazioni, \u00e8 forse possibile formulare l\u2019ipotesi che il cervello umano, la cui base originaria affonda le radici in una struttura atavica, a volte pu\u00f2 agire aderendo del tutto alla propria natura originaria, a volte, invece, se ne distacca. E questo accade secondo le esperienze e le sollecitazioni occorse nella esperienza del singolo e in conformit\u00e0 alla sua resistenza personale alle pulsioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Scrive infatti la Montalcini: \u00abNel percorso della specie umana si alternano periodi di progresso e di oscurantismo. Nelle fasi migliori il rettile nascosto nei meandri della massa grigia cerebrale rimane silenzioso(\u2026). Nei periodi di oscurantismo il rettile esce dalla tana (\u2026)\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019Io, per un istinto di sopravvivenza innato, tende a \u201cdifendersi dalle aggressioni\u201d (vere o presunte, fisiche o psicologiche) e, di conseguenza, a reagire &nbsp; per allontanare i pericoli (reali o immaginari) che ritiene incombano su di lui. Ma poich\u00e9 l\u2019essere umano, a causa delle parti pi\u00f9 ancestrali del suo encefalo, ha a \u201cdisposizione\u201d metodi anche feroci \u201cdi difesa\u201d, quanto pi\u00f9 teme che il pericolo abbia poteri distruttivi, tanto pi\u00f9 utilizza meccanismi primordiali di difesa. Soprattutto se la personalit\u00e0 \u00e8 debole, vacillante, &nbsp; e se i suoi \u201ccontrolli civili\u201d sono corrosi, pu\u00f2 accadere che essa faccia ricorso a reazioni primordiali, distruttive &nbsp; e brutali. In quanto ai giovani, dal momento che la corteccia prefrontale raggiunge la sua maturazione tra i 18 e i 20 anni, prima di quelle date essi non solo hanno minore capacit\u00e0 di controllare le emozioni, ma anche la valutazione delle loro azioni non \u00e8 &nbsp; in una fase di piena maturit\u00e0. Ne consegue una maggiore irruenza e una inadeguata possibilit\u00e0 di controllo dell\u2019impulsivit\u00e0, assieme a un accentuato amore per il rischio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Allora si pu\u00f2 dire che, sebbene il cervello umano sia passato dai &nbsp; 400 grammi iniziali alla dotazione attuale di circa 1450 grammi, l\u2019umanit\u00e0 non &nbsp; adopera ancora questo meraviglioso strumento nel migliore dei modi. &nbsp; Infatti all\u2019evoluzione della materia cerebrale non \u00e8 seguito un buon uso della ragione, il cui baricentro a volte si sposta, per motivi ignoti, verso comportamenti primitivi, e cos\u00ec l\u2019uomo, trascinato dall\u2019impulsivit\u00e0, si comporta da stolto e in maniera crudele, non essendo stati ancora del tutto bloccati i meccanismi del cervello primitivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Per questo motivo non \u00e8 possibile ignorare o minimizzare l\u2019esistenza della ferocia e dell\u2019aggressivit\u00e0 nell\u2019essere umano: non riconoscendola, o peggio ancora, soffocandola con prepotenza, non si raggiunge lo scopo di eliminarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Come afferma Levy-Bruhl, di fatto la nostra attivit\u00e0 mentale \u00e8 insieme razionale e irrazionale, e la prelogica del primitivo coesiste con la logica dell\u2019essere evoluto. Si deve allora tentare di far funzionare al meglio la ragione e di ridimensionare l\u2019aggressivit\u00e0, facendola defluire in comportamenti pi\u00f9 utili, sublimandola, insomma, mediante un\u2019educazione appropriata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Nella mitologia, nelle letteratura, nella storia, l\u2019umanit\u00e0 presenta una sequenza di ferocie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Secondo i racconti delle religioni e della mitologia, la storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 cominciata davvero male: Caino, primogenito della prima coppia, Adamo ed Eva, uccise suo fratello Abele essendo geloso di lui; Absalon uccise il fratello Amnon per vendicare il torto che questi aveva fatto a Tamar (Samuele. Libro II, 13); Jefte fece voto che se avesse sconfitto gli Ammoniti, avrebbe sacrificata la prima persona che sarebbe venuta incontro a salutarlo, uscendo da casa sua. Poich\u00e9, rientrando a casa dopo la vittoria, fu proprio la sua unica figlia che gli and\u00f2 incontro, il voto fatto alla divinit\u00e0 venne adempiuto da Jefte, addirittura con il coraggioso consenso della ragazza (Giudici 11: 29-40); i Cananei, per ingraziarsi la divinit\u00e0, sacrificavano i figli e le figlie bruciandoli senza esitazione (Deut.12:30-31).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Euripide ha suscitato l\u2019orrore per l\u2019infanticidio perpetrato da Medea sui propri figli, &nbsp; Shakespeare ha reso famosi i drammi familiari di Amleto e &nbsp; di Macbeth. Emblematica \u00e8 la vicenda dei fratelli Tieste e Atreo, i quali, secondo la tradizione orale, narrata poi dalle tragedie di Sofocle e di Euripide, uccisero il fratellastro Crispippo. Poich\u00e9 Tieste gli sedusse la moglie, Atreo, divenuto re, invit\u00f2 il fratello a pranzo e per vendicarsi del torto subito, gli serv\u00ec come pasto le carni dei figli di Tieste. Questi, avendo saputo di cos\u2019era composto il cibo che gli aveva approntato il fratello, fugg\u00ec via maledicendolo. Dall\u2019unica figlia che gli rimase in vita, Pelopia, Tieste ebbe un figlio, Egisto, che, quando fu grande, &nbsp; uccise Atreo e vendic\u00f2 il padre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Altra coppia fratricida, quella di Et\u00e9ocle e Polinice, figli di Edipo, che si uccisero reciprocamente in duello durante l\u2019assedio di Tebe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In quanto all\u2019eroe della epopea omerica, Ulisse, dopo essere tornato ad Itaca e avere ripreso il suo posto di re, venne ucciso da Telegono, il figlio che l\u2019eroe greco aveva avuto dalla maga Circe. Il giovane era andato a Itaca a trovare il padre, ma, poich\u00e9 non conosceva chi fosse, essendo entrato per caso &nbsp; in diverbio con lui, lo uccise. Un episodio al quale di certo si ispirarono altri autori greci, e in particolare Sofocle, per la leggenda di Edipo, il quale, come si sa, uccise il padre, mettendo in atto la maledizione di Pelope.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Vicende, queste, alle quali certamente si rifer\u00ec Sigmund Freud, che probabilmente le prese come prototipi classici di quel&nbsp;<em>parricidio<\/em>&nbsp;pre-storico, inteso come atto violento della conquista del potere da parte dei figli. \u00abL\u2019eroe che si ribella al padre e in qualche modo lo uccide\u00bb. Nell\u2019orda primitiva, afferma Freud, il progenitore era il modello invidiato e temuto dai figli. Uccidendolo e divorandolo essi non solo ritennero di aver realizzata l\u2019identificazione col genitore, ma anche di averne acquisito la forza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>Teresa Raquin<\/em>, di Zola \u00e8 una delle opera pi\u00f9 emblematiche sulla ferocia familiare. Ad essa si \u00e8 ispirato cento anni dopo il regista Bob Rafelson, che, ne<em>&nbsp;Il postino bussa sempre due volte,<\/em>&nbsp;ha descritto con quanto indifferenza &nbsp; si possa arrivare ad uccidere il coniuge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Gianluigi Ponti e Ugo Fornari sottolineano che persino i racconti pi\u00f9 innocenti, contengono a volte storie truculente. Si ricordi per esempio&nbsp;<em>Lo Cunto de li Cunti<\/em>&nbsp;di Giambattista Basile, storia scritta nel XVII secolo, in cui l\u2019Orco, personaggio ricorrente di tante favole, uccide per il piacere di uccidere. Nelle favole dei fratelli Grimm, viene ripresa l\u2019idea cannibalica di mangiare i bambini, come &nbsp; nel racconto di H\u00e4nsel e Gretel.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Non \u00e8 escluso che mito e &nbsp; favole siano la reminiscenza e la narrazione di fatti umani avvenuti in epoche primordiali e ricordati dalla tradizione orale, o quanto meno, che siano la oggettivazione di vicende suggerite dall\u2019immaginazione, dai desideri, dalle paure dell\u2019umanit\u00e0. Mito e leggende narrano \u201ci segreti dell\u2019anima\u201d, e quelli della vita sociale dimenticata e rappresentano dunque &nbsp; un lato \u201cdella storia psichica dell\u2019umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ma anche le cronache di vita reale testimoniano, da sempre, l\u2019esistenza di una inusitata ferocia contro l\u2019infanzia: negli scavi di Cartagine si sono ritrovati scheletri di bambini sacrificati dai genitori alla dea Tanit e cos\u00ec pure sono stati rinvenuti copiosi resti di sacrifici infantili presso gli Egizi, gli Aztechi, gli Incas e gli Ewe, antica popolazione &nbsp; dell\u2019Africa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La crudelt\u00e0 ha avuto anche come oggetto le donne, le minoranze etniche, i \u201cdiversi\u201d e gli estranei al gruppo. Violenza e ferocia sono mezzi di sopraffazione di chi \u00e8 al potere, di chi non &nbsp; accetta le idee altrui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Guerre sanguinarie tra Stati, &nbsp; massacri in nome delle religioni, brutalit\u00e0 criminali nei confronti di popolazioni inermi, sono all\u2019ordine del giorno da che mondo \u00e8 mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Alcuni episodi emblematici evidenziano che persino popoli civili hanno commesso efferatezze inimmaginabili. Basti ripensare ai Latini che distrussero la citt\u00e0 di Veio e ne sterminarono gli abitanti perch\u00e9 facevano \u201cconcorrenza\u201d. In quanto alla \u201cgrande Roma\u201d, essa &nbsp; ripet\u00e9 il medesimo livello di violenza contro i Volsci, i Sanniti e contro Cartagine. Gerusalemme fu messa a ferro e fuoco dai Crociati che praticarono una vera e propria \u201cpulizia etnica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Due secoli &nbsp; prima di Cristo, la dinastia Qin stermin\u00f2 le popolazioni degli staterelli cinesi che le si opponevano e divenne un \u201cGrande\u201d impero. Gli spagnoli del civilissimo re Filippo trucidarono i \u201cmoriscos\u201d di Spagna, perdendo cos\u00ec, tra l\u2019altro, una stirpe civile e molto utile per le sorti della nazione. Orribile fu anche il massacro degli Ugonotti,e quello delle popolazioni indigene americane da parte degli Europei conquistatori. E come non vedere nella castrazione dei bambini utilizzati perch\u00e9 cantassero nelle chiese e &nbsp; nei teatri, anche un atto di inaudita violenza? E come ignorare l\u2019odio esternato nelle persecuzioni tribali, religiose, politiche e razziali, sin dall\u2019origine dell\u2019umanit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Per secoli, prima e dopo il Medio Evo, anche nei Paesi considerati pi\u00f9 \u201ccivili\u201d, &nbsp; la criminalit\u00e0 spicciola, soprattutto giovanile, ha imperversato, con feroce teppismo, nei borghi, nelle campagne e nelle citt\u00e0, senza che nessuno potesse difendere la popolazione da quei manigoldi. Erich Fromm sostiene che \u00abla sete di sangue pu\u00f2 impadronirsi delle masse umane\u00bb. A causa della loro struttura caratteriale, dice Fromm, certi gruppi aspettano o creano situazioni tali da consentire l\u2019espressione della distruttivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Infatti, non si pu\u00f2 dimenticare che, per centinaia d\u2019anni, un pubblico in delirio e pieno di entusiasmo, si \u00e8 infervorato e si \u00e8 divertito a vedere l\u2019orribile spettacolo delle sanguinarie lotte dei gladiatori. L\u2019origine di questa truculenta manifestazione non \u00e8 datata nella Roma imperiale, ma si colloca pi\u00f9 indietro nel tempo, e cio\u00e8, nel V\u00b0 secolo prima di Cristo, presso gli Etruschi. Secondo le credenze popolari, lo spettacolo di morte dei gladiatori era stato richiesto dai defunti che avevano bisogno che scorresse del sangue per placare le loro anime. Dal tempo degli Etruschi, e fino alla fine dell\u2019Impero romano, milioni e milioni di persone, in tutti quei secoli, &nbsp; \u201cgodettero\u201d quello spettacolo di morte, di ferocia e di crudelt\u00e0 che veniva rappresentato nell\u2019arena. E non si pensi che lo spettacolo non appassionasse anche le donne, alcune di esse era anche gladiatrici. Ma il fatto pi\u00f9 saliente \u00e8 che i gladiatori erano oggetto del desiderio della signore romane, che, si racconta, in molti casi, erano anche le pi\u00f9 sanguinarie tra gli spettatori. Durante gli scavi di Pompei, a riprova della passione femminile per la violenza dei gladiatori, si \u00e8 trovato, nel luogo dove era la caserma di quei combattenti, lo scheletro ingioiellato di una donna: probabilmente una matrona romana colta improvvisamente dall\u2019eruzione del 79 d. C., mentre era in intimit\u00e0 col suo amante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Si potrebbe allora dire che, in quanto a crudelt\u00e0, l\u2019essere umano non si \u00e8 fermato a quella dei rettili e degli animali primitivi, i quali, uccidono solo per sopravvivenza. L\u2019uomo, invece, \u2013 afferma Fromm \u2013 ha una pi\u00f9 vasta gamma di interessi vitali, perch\u00e9 non deve sopravvivere solo fisicamente, ma anche psichicamente. Ogni elemento che perturba il suo equilibrio psichico \u00e8 considerato una minaccia altrettanto vitale, per cui l\u2019uomo tende a conservare anche &nbsp; il proprio schema di orientamento. L\u2019aggressivit\u00e0 difensiva ed offensiva umana ha dunque uno spettro pi\u00f9 ampio di quello animale. Non solo, ma, come si \u00e8 ricordato a proposito degli spettacoli truculenti del circo, l\u2019essere umano arriva persino a dilettarsi &nbsp; con la visione della morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Secondo Fromm, l\u2019uomo, \u00e8 \u00abforse il pi\u00f9 feroce fra tutti gli animali\u00bb, e , per una condizione paranoidea, allorquando percepisce un oggetto come una minaccia alla propria sopravvivenza \u2013 anche se in s\u00e9 e per s\u00e9 illusoria, ma &nbsp; \u201cpsicologicamente reale\u201d \u2013 \u00e8 portato a combatterlo e a distruggerlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Meccanismo, &nbsp; dice Fromm, che si rileva nelle trib\u00f9 primitive, quando, morto un membro del gruppo, si immagina che la morte sia dovuta ad influenze magiche nefaste della trib\u00f9 concorrente. Ci\u00f2 scatena l\u2019odio e la necessit\u00e0 di annientare la trib\u00f9 straniera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Anche questo \u00e8 un punto di riferimento per capire la sopravvivenza ancestrale della ferocia nei confronti \u201ddegli altri\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se crudelt\u00e0 e violenza fanno parte dell\u2019orizzonte mentale dell\u2019uomo, &nbsp; ci\u00f2 ovviamente non significa che tutti gli uomini siano nella stessa misura crudeli e violenti; solo che non si pu\u00f2 negare che quelli che si dimostrano pi\u00f9 sanguinari fanno, purtroppo, anch\u2019essi parte del genere umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Come educare: autoritarismo o autorevolezza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se \u00e8 vero che non ci sono rimedi sicuri contro l\u2019esplosione della violenza, una cosa \u00e8 certa: bisogna acquistare una concreta sensibilit\u00e0 nell\u2019intuire quali tensioni possono comportare conseguenze deleterie e capire che dissapori e animosit\u00e0 possono creare un danno irreversibile. In famiglia, infatti, &nbsp; si deve essere attenti ai retroscena dell\u2019affettivit\u00e0 ed \u00e8 necessario &nbsp; interpretare i silenzi e le fantasticherie, rispettare l\u2019umanit\u00e0 e la sensibilit\u00e0 anche dei pi\u00f9 piccoli, oltre che mantenere una continua disponibilit\u00e0 ad allontanare malintesi e &nbsp; ostilit\u00e0, risentimenti e rancori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Quando invece, nel contesto domestico si rigira il coltello nella piaga, prima o poi &nbsp; si arriva all\u2019esplosione che meraviglia e stupisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se la sede originaria dell\u2019aggressivit\u00e0 e della violenza \u00e8 nella struttura pi\u00f9 profonda del cervello, ci\u00f2 non significa che non \u00e8 possibile trovare meccanismi inibitori idonei a trasformare l\u2019essere primitivo in un persona sociale. Infatti, l\u2019educazione converte l\u2019individuo primigenio in protagonista civile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Vi sono tanti modi di \u201ceducare\u201d: la maniera pi\u00f9 positiva ed opportuna &nbsp; \u00e8 quella di impartire una formazione che susciti valori e programmi di vita dagli alti contenuti, una cultura intellettiva insomma che, trasformando profondamente la personalit\u00e0, sviluppi il senso critico, la ragionevolezza, induca alla presa di coscienza, e apra la strada alla maturit\u00e0 psichica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Spesso, invece, viene dispensato un tipo di insegnamento che trasla solo \u201cinformazioni\u201d, &nbsp; istruzioni, indottrinamenti che insegnano in modo meno impegnativo, e che fanno &nbsp; memorizzare le buone maniere ma non attivano la coscienza si s\u00e9 e il senso profondo e filosofico dell\u2019esistenza. Si tratta di \u201cistruzioni\u201d che riguardano soprattutto i comportamenti pi\u00f9 che le idee, il sapere pi\u00f9 che l\u2019essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Vi \u00e8 una forma ancora pi\u00f9 superficiale di educare, la quale addestra senza sviluppare capacit\u00e0 autonome di valutazione o affinate prese di coscienza. L\u2019individuo \u201caddestrato\u201d si uniforma agli insegnamenti ricevuti e scarta meccanicamente ci\u00f2 che gli \u00e8 stato inibito; egli si adegua &nbsp; all\u2019autorit\u00e0 per pura sottomissione. In questi casi, non viene sviluppata la formazione di un \u201cIo\u201d maturo, e pu\u00f2 accadere che il soggetto, &nbsp; in particolari condizioni di stress e di disagio, abbandoni \u201cl\u2019apprendimento ricevuto\u201d, e lasci via libera agli impulsi pi\u00f9 ancestrali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Quando si afferma che un individuo \u00e8 \u00abbene educato\u00bb, non sempre \u00e8 precisata la tipologia pedagogica: c\u2019\u00e8 educazione ed educazione, e non tutti adottano quella pi\u00f9 efficace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In ogni caso, la peggiore forma d\u2019educazione \u00e8 quella che si basa sull\u2019emotivit\u00e0 degli \u201ceducatori\u201d, e che procede ora con permissivismo ora con estrema severit\u00e0, creando una confusione \u201cschizofrenica\u201d nella mente dei giovani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00c8 questo il motivo per cui molti di essi non hanno idee chiare sulla vita, sul loro comportamento, su ci\u00f2 che \u00e8 possibile fare e su ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere fatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019avventura della giovent\u00f9 nei secoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Una constatazione di carattere sociologico evidenzia che, a partire dalla seconda met\u00e0 del Novecento, con la fine dell\u2019autoritarismo si \u00e8 sviluppata una maggiore permissivit\u00e0 nei confronti della giovent\u00f9, tolleranza che era mancata durante l\u2019Ottocento. Ci\u00f2 pu\u00f2 indurre a ritenere che la violenza giovanile dipenda dal tramonto del rigorismo, e che basterebbe riattivare l\u2019educazione rigida per ripristinare la \u00abdocilit\u00e0\u00bb giovanile. Ma questa \u00e8 una affermazione che deve essere ponderata &nbsp; con attenzione. Innanzi tutto sperare di ripristinare il rigorismo di stampo ottocentesco sarebbe un\u2019utopia, perch\u00e9 la liberalizzazione che ha inciso profondamente su tutte le strutture civili, non riguarda solo l\u2019educazione, anzi, si pu\u00f2 dire che alla pedagogia \u00e8 arrivata di riflesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Infatti, se si osserva la Storia, non si pu\u00f2 dimenticare che, nell\u2019era del colonialismo, delle dittature, del nazionalismo esasperato, dell\u2019autoritarismo, del servilismo psicologico dei dipendenti, tutto era improntato all\u2019autoritarismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In sintonia con i tempi, i politici avevano un\u2019aria sussiegosa e truce, come se, qualora fossero stati colti in atteggiamento pi\u00f9 rilassato o addirittura gioioso, perdessero di credibilit\u00e0: Mazzini, Cavour, Rattizzi, Ricasoli, Crispi, Bismarck, Metternich, e tanti altri, mostravano di s\u00e9 un\u2019immagine seriosa e \u201cautoritaria\u201d. &nbsp; Tutto ci\u00f2 si ripercuoteva anche a scuola, ove &nbsp; il maestro era una figura severa, incapace di un sorriso e nella iconografia familiare borghese, ove le anziane zie, spesso nubili, le vecchie nonne, arcigne tutrici della morale sessuale, i padri di famiglia, alteri e seriosi, erano sempre pronti al rimprovero e a zittire i giovani che &nbsp; volessero dire la propria idea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Oggi tutto questo \u00e8 in parte scomparso: anche l\u2019aspetto dell\u2019uomo politico \u00e8 mutato: egli deve essere allegro, aperto, solare; bisogna che ispiri fiducia col suo sorriso. I politici degli ultimi decenni, da Tony Blear, a Bill Clinton, da Chirac a Gorbaciov, hanno avuto facce distese, spesso in atteggiamento sorridente. Parimenti, anche i maestri sono pi\u00f9 affabili con gli alunni, cos\u00ec come pure zie e nonne hanno dimesso i vestiti scuri e il cipiglio di un tempo; ed anche i padri vanno in giro in jeans e sfoderano ampi sorrisi accattivanti. Alla vecchia atmosfera rarefatta si \u00e8 sovrapposto un clima pi\u00f9 disteso ed egualitario come forse non era mai accaduta dall\u2019origine dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 sottolinea &nbsp; l\u2019esistenza di una ampia rivoluzione libertaria e antiautoritaristica a tutti i livelli. Persino la Chiesa, che, nell\u2019Ottocento e nella prima met\u00e0 del Novecento, era stata molto rigida, ha allentato la morsa, ed \u00e8 pi\u00f9 permissiva ed indulgente con i giovani, tant\u2019\u00e8 che le iniziative per mettere a proprio agio la giovent\u00f9 non mancano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Non si pu\u00f2 ignorare che un forte colpo all\u2019autoritarismo \u00e8 stato impresso dall\u2019ultimo grande conflitto mondiale, al quale parteciparono attivamente, anche con azioni belliche, ragazzini e adolescenti, &nbsp; i quali combatterono, assieme agli adulti, in piazza o alla macchia, e subirono gli sfasci di una guerra atroce e logorante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Durante la guerra, bambini, ragazzi e adulti furono accomunati nella stessa sorte, subirono bombardamenti e deportazioni. E cos\u00ec, con la fine delle ostilit\u00e0, anche i giovani, che avevano passato tanti guai assieme agli adulti, divennero protagonisti sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Che un nuovo rilievo abbia &nbsp; preso la giovent\u00f9, si deduce dalla tendenza, riscontrata in quasi tutti gli Stati, che ha portato ad abbassare a diciotto anni l\u2019et\u00e0 per esercitare il diritto di voto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Insomma, a partire dalla seconda met\u00e0 del Novecento, in Occidente, la giovent\u00f9 non viene pi\u00f9 ritenuta, come era accaduto nell\u2019Ottocento autoritario, uno stadio dello sviluppo in cui l\u2019essere umano \u00e8 ancora impreparato del tutto alla vita, incapace &nbsp; di gestire la propria esistenza e di comprendere i fatti sociali e politici; &nbsp; ma come un periodo molto attivo dell\u2019essere umano, un\u2019et\u00e0 che consente di essere gi\u00e0 integrati nei processi quotidiani di globalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Questa trasformazione non poteva non riflettersi anche nei rapporti familiari, che sono stati intesi in modo del tutto diverso dal passato, a favore di un maggior rispetto e di un maggiore interesse per le idee e le attivit\u00e0 &nbsp; dei giovani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il passo efficace verso una minore oppressione dispotica \u00e8 avvenuto allorquando coloro che da giovani avevano sofferto i disagi del conflitto mondiale, decisero di non essere a loro volta autoritari, come era stata, nei loro confronti, la generazione precedente. Essi capirono che, dal momento che avrebbero voluto che gli adulti rispettassero la loro emancipazione (cosa che non tutti erano riusciti ad ottenere), ora che loro erano diventati &nbsp; genitori, avrebbero dovuto rispettare &nbsp; la personalit\u00e0 dei propri figli. E cos\u00ec, l\u2019enorme distanza storica, che in passato aveva caratterizzato le generazioni dei genitori da quelle dei figli, si ridusse di parecchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La seconda met\u00e0 del Novecento sdogan\u00f2, dunque, la giovent\u00f9 europea dalle secche in cui era stata relegata &nbsp; per oltre cento anni e &nbsp; la riport\u00f2 ad una specie di&nbsp;<em>par condicio<\/em>. Ma, senza la mano pesante dell\u2019autoritarismo ottocentesco, l\u2019irruenza e la violenza giovanile ripresero il sopravvento, cos\u00ec come era accaduto prima dell\u2019Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Infatti uno dei problemi sociali del Medio Evo e delle epoche successive ad esso, fino al XIX secolo fu proprio l\u2019irruenza devastante della gagliardia giovanile, che impervers\u00f2 nelle citt\u00e0 e nelle campagne. Fu anche per poterla ingabbiare che ebbero luogo le Crociate, nelle quali conflu\u00ec la forza dirompente di una giovent\u00f9 sbandata e senza futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nel Cinquecento e nel Seicento, le Compagnie di Ventura usufruirono a piene mani del contributo di una giovent\u00f9 ruspante e senza meta. In quei secoli, il ruolo educativo della famiglia fu limitato, perch\u00e9 buona parte della prima infanzia i figli la passavano presso le balie, e l\u2019adolescenza la trascorrevano nella bottega di un artigiano o al soldo di qualche condottiero che li intruppava nel proprio esercito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il Settecento fu un secolo di transizione. In esso si concretizz\u00f2 quella che \u00e8 stata chiamata la \u201cpedagogia nera\u201d. La sociologa Katharina Rutschky ha definito pedagogia nera una raccolta di antichi precetti pedagogici, di norme educative a livello quasi delirante che certi perversi \u201ceducatori\u201d consigliavano per sottomettere i loro pupilli. La pedagogia nera \u00e8 l\u2019ingerenza falsamente pedagogica e l\u2019imbonimento di pregiudizi e di norme di pseudogalateo che &nbsp; arrecano danno alla personalit\u00e0. Su questa scia di farneticazioni, nell\u2019Ottocento si fece strada la convinzione che i bambini si dovessero piegare con le batoste, anche perch\u00e9, &nbsp; essendo marchiati fin dalla nascita dal peccato originale, era &nbsp; necessario ridurli in soggezione con qualsiasi &nbsp; mezzo per frenare l\u2019istinto peccaminoso congenito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nel \u201cSecret Diary of W. Byrd\u201d del secolo XVIII si racconta che quando il piccolo figlio del servo di Byrd cominci\u00f2 a bagnare il letto, il padre gli fece bere ogni volta una pinta d\u2019urina. Dopo alcune di queste \u201cpunizio\u00adni esemplari\u201d, afferma l\u2019autore del libro, il piccolo smise di urinare la notte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Un orripilante esempio di pedagogismo nero \u00e8 il trattato scritto dal dottor Schreber, padre di quel paziente affetto da paranoia analizzato da Sigmund Freud. Libri come &nbsp; quello di Schreber ebbero successo e &nbsp; fecero della crudelt\u00e0 e dell\u2019insensibi\u00adlit\u00e0 verso l\u2019infanzia il credo pedagogico di molti \u201ceducatori\u201d di quel tempo. Leggendo le folli idee pedagogiche del dottor Schreber, \u00e8 evidente che egli, con il suo pazzesco modo di intendere l\u2019educazione, ha certamente fornito una spinta alla paranoia del figlio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019educazione nell\u2019800 si basava dunque sulla convinzione che l\u2019amore dei genitori verso i figli si manifestasse trattandoli non solo in modo rigido, ma addirittura quasi crudele. Ogni violenza psichica verso i bambini era irrilevante e ai genitori era concesso qualsiasi tipo d\u2019intervento, anche il pi\u00f9 brutale, se sostenevano di operare per il \u00abbene\u00bb dei figli.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-medium-font-size\">J. G. Kruger, altro pedagogista nero in voga tra il Settecento e l\u2019Ottocento, affermava che i genitori sono autorizzati \u00aba scacciare \u00a0 la violenza con la violenza perch\u00e9 cos\u00ec si rafforza la considerazione che i figli hanno dei genitori, senza la quale non sar\u00e0 possibile educare in alcun modo\u00bb. Leggendo le farneticanti pagine di questi assurdi \u00a0 \u201cpedagogisti\u201d, sembra di trovarsi in mano un bollettino di guerra. Nella met\u00e0 del XVIII secolo, Johann Sulzer, altro educatore \u00a0 nero, scrisse che si pu\u00f2 far uso della violenza perch\u00e9, sostenne, con il passare degli anni i bambini dimenticano tutto ci\u00f2 che \u00e8 occorso loro durante la prima infanzia.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il dispotismo era l\u2019humus sociale che imperversava in ogni campo, da quello politico a quello del lavoro, e fu preso a modello anche dai genitori europei, che finirono col riversare sui figli un addestramento che non lasciava spazio allo sviluppo della personalit\u00e0 matura, perch\u00e9 imposto in modo autoritario e senza badare alle esigenze giovanili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nei paesi occidentali, agli inizi dell\u2019Ottocento, il ruolo della famiglia e della parentela assunse un peso determinante, ma divenne anche la sede privilegiata di formalismi, di luoghi comuni, di affermazioni da accettare e da non verificare. Gli adulti strutturarono la vita dei figli con una serie di doveri come mai era accaduto prima di allora ed inoltre non diedero alla giovent\u00f9 alcuna possibilit\u00e0 di contraddittorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Questo rigorismo, se da un lato spense gli ardori e le stravaganze giovanili che avevano in precedenza assillato generazioni di adulti, dall\u2019altro si trasform\u00f2 &nbsp; in un crogiolo, a mala pena mascherato, di tensioni, di &nbsp; malumori e di rancori, che spense l\u2019iniziativa personale, e in molti casi port\u00f2 alla nevrosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Scrive la psicologa Alice Miller che le persecuzioni sul piano fisico, praticate in un lontano passato sui bambini, dall\u2019Ottocento in poi furono sop\u00adpiantate da forme di crudelt\u00e0 psichica, &nbsp; appena mascherate dietro il termine eufemistico di \u201ceducazione\u201d. La famiglia ottocentesca, creando un distacco generazionale, perse l\u2019occasione di \u201ceducare\u201d in maniera consona &nbsp; i figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nei paesi non europei, questo genere di cultura pedagogica ottocentesca influ\u00ec poco; cosicch\u00e9, oggi non possiamo meravigliarci della violenza dei ni\u00f1os delle favelas, dell\u2019asprezza e della durezza dei ragazzi nelle metropoli extraeuropee, dell\u2019aggressivit\u00e0 e della brutalit\u00e0 dei giovani mercenari orientali ed africani &nbsp; addestrati militarmente: si tratta di &nbsp; masse giovanili che non hanno mai avuto un\u2019educazione sul genere di quella che, nel diciannovesimo secolo, impervers\u00f2 in Europa. La violenza che ritroviamo nei ni\u00f1os sbandati che vivono una vita violenta nelle strade e nelle campagne, \u00e8 rivolta all\u2019esterno della famiglia perch\u00e9 col nucleo familiare &nbsp; il rapporto \u00e8 estremamente labile; &nbsp; per cui essi non subiscono alcuno stress da una struttura, quella familiare, che in quei Paesi &nbsp; \u00e8 quasi assente: essi rivolgono la loro aggressivit\u00e0 nei confronti della gente che trovano in strada, contro i gruppi concorrenti, &nbsp; che sono gli unici \u201cinterlocutori\u201d della loro esistenza giornaliera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">In Occidente il problema \u00e8 di tutt\u2019altra natura: l\u2019irruenza giovanile &nbsp; si sviluppa nei confronti della famiglia, interlocutrice dei giovani occidentali, come la strada \u00e8 l\u2019interlocutrice dei ragazzi del Terzo Mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ma la violenza nella famiglia non \u00e8 dovuta esclusivamente al sopraggiunto permissivismo. Lo attestano storie domestiche sanguinose, accadute proprio in periodi di maggiore rigidit\u00e0 educativa. Si tratta di orribili misfatti familiari, tutti collocati &nbsp; in periodi non certo di lassismo educativo, anzi, tutt\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Infatti, anche le cronache redatte proprio in periodi di forte autoritarismo, narrano di efferati crimini familiari. Ecco alcuni esempi: nel XVI secolo, a Roma, &nbsp; Beatrice Cenci, fanciulla molto bella e di nobile famiglia, &nbsp; assieme ad un sicario, uccise nel sonno il proprio padre, che certo non era uno stinco di santo. La vicenda fece molto scalpore, anche perch\u00e9 fu lo stesso papa, Clemente VIII, che, riconosciuta la colpevolezza della donna, la mand\u00f2 a morte. Un caso di parricidio, questo, che gli scrittori Percy B. Shelley e Stendhal &nbsp; hanno raccontato e reso celebre con due loro romanzi; nel XVI secolo, Marie de Brinvilliers-D\u2019Aubray, avvelen\u00f2 il padre, conte Antoine Dreux d\u2019Aubray.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nel 1720, la figlia dell\u2019avvocato Francio Blandy, avvelen\u00f2 il padre che non voleva che si sposasse con l\u2019uomo che lei amava ma che non era piaciuto al genitore; in Francia, verso la fine dell\u2019800, un signora della borghesia, Adelaide Bourcer avvelen\u00f2 il marito e la figlia; nel 1892, la dodicenne Lizzie Borden, fino a quel momento ritenuta una ragazza modello di una famiglia perbene, massacr\u00f2 a colpi d\u2019ascia il padre a la madre. Nel 1960, a San Francisco, Ann Duncan, una signora il cui aspetto era quello di una borghese della media societ\u00e0, essendo morbosamente attaccata al figlio, assold\u00f2 due sicari perch\u00e9 facessero fuori la giovane nuora, Olga Kupcyzk, \u201crea\u201d di avergli portato via il \u201csuo\u201d Frank.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nel 1954, in Nuova Zelanda, la sedicenne Pauline Parker, aiutata dall\u2019amica del cuore, Juliet Hume, uccise a colpi di mattone la madre, che voleva separare le due ragazze, temendo che fossero legate da un\u2019amicizia lesbica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nel 1957 il ventenne K. Horst uccise a Francoforte il padre l\u2019odontoiatra Otto Horst, e la matrigna, perch\u00e9 non aveva perdonato al padre d\u2019aveva divorziato. Nell\u2019agosto del 1958, l\u2019industriale tedesco D. Gerdts noto esponente dell\u2019alta societ\u00e0 di Amburgo, uccise la moglie, pi\u00f9 giovane di lui di ventisei anni, e la suocera. Nel 1960 una anziana signora di Norimberga, di una famiglia agiata, Josephine &nbsp; Fischold, ritenuta fino ad allora correttissima e &nbsp; irreprensibile, recise la gola al figlio Rudolf, per dissapori familiari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Come si pu\u00f2 rilevare, a giudicare da questi e da moltissimi altri casi, quando scatta irrefrenabile il conflitto emotivo e la furia dei sentimenti, i comportamenti violenti ed esasperati si possono manifestare anche in famiglie apparentemente immuni da aberrazioni e da turbamenti morali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Un sistema educativo adeguato deve sopperire alla transizione dal sistema coercitivo a quello &nbsp; permissivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se anche nei periodi di maggiore rigore sono stati registrati efferati delitti, ci\u00f2 dimostra che &nbsp; non \u00e8 sufficiente adottare semplicemente un sistema pedagogico rigido per avere la serenit\u00e0 familiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Esistono alcune caratteristiche psichiche dell\u2019animo umano, che, se non sono controllate dalla &nbsp; maturit\u00e0 emotiva, possono dare luogo a comportamenti efferati. Se a ci\u00f2 si aggiunge la difficolt\u00e0 di sottrarsi, nell\u2019ambito del nucleo familiare, alle inevitabili tensioni e conflittualit\u00e0, non \u00e8 difficile desumere quali sono i motivi che fanno esplodere le violenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">E cos\u00ec, se \u00e8 pur vero che la maggiore libert\u00e0 ha &nbsp; dato corso a una flessione della ubbidienza, fino ad arrivare alla ribellione, ci\u00f2 \u00e8 potuto accadere &nbsp; anche perch\u00e9, tolti i blocchi e la repressione, la giovent\u00f9 non &nbsp; ha ricevuto, in alternativa, un adeguato sistema &nbsp; educativo che potesse frenare l\u2019irruenza propria della giovinezza e la ferocia del \u201cretrobottega\u201d della mente umana: l\u2019autoritarismo dei genitori non \u00e8 stato sostituito da una adeguata autorevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">I giovani, non &nbsp; pi\u00f9 sottoposti ad una istruzione severa e non pi\u00f9 &nbsp; inibiti da un addestramento duro e a volte anche arrogante, venuta meno la paura dell\u2019autorit\u00e0, non hanno incontrato alternative all\u2019indottrinamento di un &nbsp; tempo, e, liberi da vincoli e senza sufficiente maturazione, hanno &nbsp; dato via libera a reazioni violente. Ci\u00f2 che prima era inibito dal tab\u00f9 dell\u2019autorit\u00e0, \u00e8 diventato, secondo loro, &nbsp; legittimo e realizzabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Giovani e giovanissimi credono di essere nel giusto (e in molti casi lo sono) quando contestano la societ\u00e0 con le sue contraddizioni. Ma ci\u00f2 che essi non riescono a valutare \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di riformare, come vorrebbero, la struttura sociale in un batter d\u2019occhio. E cos\u00ec, in una societ\u00e0 permissiva, i giovani, perse le inibizioni, sono tornati ad essere agguerriti e aggressivi come prima dell\u2019Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La rivoluzione sociale che \u00e8 in atto, non trova in sintonia adulti e giovani: i tempi adattativi degli adulti sono pi\u00f9 lenti di quelli dei giovani, i quali sono pi\u00f9 pronti ad assorbire la evoluzione della comunit\u00e0 Questo crea un accentuato divario tra le generazioni; tant\u2019\u00e8 che i genitori spesso non comprendono i figli, che, invece, &nbsp; si sono subito adeguati alle nuove frontiere &nbsp; del villaggio globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">I giovani, educati un tempo con rigore dispotico, non azzardavano alcuna ribellione, ma quando \u00e8 venuta meno la repressione, rimossi i blocchi dittatoriali, hanno perso le inibizioni. La maggiore libert\u00e0 ha avuto alcuni effetti benefici, tuttavia, poich\u00e9 &nbsp; non sempre \u00e8 impartita una educazione razionale, basata sul dialogo e sulla maturit\u00e0, &nbsp; pu\u00f2 accadere che oggi i giovani siano pi\u00f9 esposti al pericolo di &nbsp; stravaganze e di violenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ed allora, era meglio l\u2019autoritarismo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nemmeno questa sembrerebbe la strada pi\u00f9 opportuna, se \u00e8 vero che l\u2019Ottocento, periodo di maggiore autoritarismo educativo, ha prodotto, pi\u00f9 di qualunque altro secolo, individui nevrotici. In molti casi l\u2019autoritarismo, schiacciando la personalit\u00e0, ha generato individui frustrati o &nbsp; belve inselvatichite dalla rabbia; ma di converso, una gestione &nbsp; troppo assillante dell\u2019amore genitoriale pu\u00f2 essere dannosa tanto &nbsp; quanto l\u2019abbandono e la disaffezione. Pur essendo atteggiamenti antitetici, autoritarismo e accondiscendenza &nbsp; sono fonti di disagio esistenziale, di paure &nbsp; e di inquietudini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00c8 dal carattere degli adulti e dal loro modo di educare che derivano la maturit\u00e0 o la caparbiet\u00e0, l\u2019irragionevolezza o la serenit\u00e0, l\u2019immatu\u00adrit\u00e0 affettiva o l\u2019equilibrio interiore, la gracilit\u00e0 psichica o la forza d\u2019animo dei loro figli. Quando le situazioni che affliggono gli adulti vengono \u201criversate\u201d sui figli, si creano \u201ccorti circuiti\u201d emozionali e psicologici che restano impressi nella vita dei minori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Purtroppo, spesso la transizione dal rigore educativo alla accondiscendenza pedagogica, &nbsp; avviene nell\u2019ambito delle singole famiglie, con una specie di fai da te educativo, incontrollato e privo di riscontri. Spesso la famiglia non \u00e8 in grado di promuovere l\u2019educazione dei sentimenti, anzi, in qualche caso, sollecita, senza volerlo, una vera e propria confusione dei sentimenti. L\u2019amore possessivo dei genitori, paradossalmente, pu\u00f2 soffocare la libert\u00e0 e affliggere la vita di bambini e adolescenti. L\u2019individuo deve invece essere aiutato a maturare, e solo dopo cesser\u00e0 di essere un bambino per &nbsp; diventare un membro della comunit\u00e0. Spesso s\u2019incontrano adulti che non sono affatto cresciuti emotivamente &nbsp; e dunque non sono all\u2019altezza di educare. &nbsp; L\u2019ansia di alcuni genitori pone l\u2019adolescente al centro dell\u2019attenzione &nbsp; e lo stringe in un vero e proprio \u201caccerchiamento\u201d emotivo. Questo atteggiamento soffoca la libert\u00e0 del minore e stimola problemi psicologici di vario genere. Il minore assillato da adulti nevrotici cresce con una evidente \u201cfragilit\u00e0\u201d psichica &nbsp; difficilmente sanabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">I sistemi educativi costruiti sull\u2019onda dell\u2019emotivit\u00e0, non contribuiscono alla maturazione dei giovani. E purtroppo, anche la cronaca dimostra come molte famiglie non siano idonee al compito educativo, e come non tutti i genitori sono maturi e preparati ad impartire un\u2019educazione raziocinante. Anzi, spesso, molti adulti impongono ai figli &nbsp; luoghi comuni e criteri insensati, senza che i minori siano in grado di rigettare quel genere di pedagogia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">E cos\u00ec, allorquando la giovent\u00f9 &nbsp; ha conquistato il diritto alla libert\u00e0, senza che avesse per\u00f2 raggiunta una riflessiva e matura consapevolezza, \u00e8 stata indotta a sentirsi legittimata a conseguirne i propri obbiettivi con qualsiasi mezzo, violenza compresa. Una deflagrazione rabbiosa, questa, che &nbsp; \u00e8 stata favorita anche dalla \u00abaggressivit\u00e0 ancestrale\u00bb di cui \u00e8 dotato il cervello umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019esplosione \u00e8 improvvisa e imprevedibile?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La educazione formale, &nbsp; imposta con la paura, stimola la mistificazione, tant\u2019\u00e8 che parole, &nbsp; gesti, e mimica vengono disciplinati dall\u2019ipocrisia e dal timore di castighi, sicch\u00e9 i &nbsp; reali sentimenti del soggetto non trapelano quasi mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00c8 questo il caso in cui &nbsp; non \u00e8 possibile capire quali emozioni provi davvero la persona che si autocontrolla. I sorrisi stereotipati e un\u2019affettata cordialit\u00e0, a volte nascondono dinamiche psichiche complesse e pulsioni emotive impossibili da esprimere. Questa apparente tranquillit\u00e0 esteriore rende &nbsp; vaga e ambigua la differenza tra il mondo \u201cdei sani\u201d e quello \u201cdei malati\u201d; infatti, &nbsp; solo quando emerge la furia selvaggia, &nbsp; \u00e8 svelato il contrasto tra follia e normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ma come prevedere il \u201csalto\u201d dal mondo dei falsi sani di mente a quello dei malati? Come spiegare l\u2019omicidio di genitori da parte di figli che davano l\u2019impressione di essere educati e rispettosi dei principi loro inculcati?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Spesso i giovani non &nbsp; lasciano trapelare che \u201cdentro\u201d al loro animo, consciamente o meno, ribolle una furia atavica, a volte incontrollabile. In molti casi si tratta di &nbsp; personalit\u00e0 deboli, insicure e infantili, a cui manca un obbiettivo processo di valutazione del reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La ragionevolezza di un individuo dipende anche dal buon funzionamento del suo sistema emozionale, e se questo va in tilt, come nel caso delle personalit\u00e0 pi\u00f9 fragili, ecco che esplode &nbsp; l\u2019insensatezza umana. Non sapere ascoltare, non sapere intercettare i messaggi pi\u00f9 significativi al riguardo \u00e8 una responsabilit\u00e0 da attribuire agli adulti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Per dipanare la intricata matassa della violenza e del disagio giovanile, bisogna rassegnarsi all\u2019idea che, agli inizi del terzo Millennio, sebbene l\u2019uomo viva in un mondo tecnologico progredito, egli non ha ancora estirpato dalla propria anima i retaggi della primitiva barbarie. L\u2019unica possibilit\u00e0 che si ha per frenare questa follia \u00e8 educare meglio i giovani. Infatti, solo un\u2019educazione intelligente e civile potr\u00e0 renderli consapevoli, non-nevrotici, e ragionevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Purtroppo bisogna riconoscere che gli educatori dovrebbero essere \u201cmeglio educati\u201d perch\u00e9 possano educare meglio. Infatti \u00e8 alquanto tangibile la carenza degli adulti in &nbsp; campo pedagogico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Spesso i delitti dei giovani si verificano quando sono stati cancellati i confini tra sogno e realt\u00e0, e hanno preso il sopravvento gli stereotipi, le chimere e le incongrue convinzioni che sono il bagaglio \u201cculturale\u201d di una societ\u00e0 troppo competitiva e &nbsp; arrivista. Se la mente \u00e8 inquinata da archetipi \u201cpara-logici\u201d e da categorie di pensiero inattendibili, allora le capacit\u00e0 di controllo del reale s\u2019indeboliscono e si possono commettere atti inconsulti. In questo caso, la differenza tra normalit\u00e0 e delirio si affievolisce e determinazioni perverse maturano nel crepuscolo della mente, tra conscio e inconscio. A quel punto, il buio scende nel cervello, e, dato che il buon senso viene surrogato dagli atavici meccanismi di difesa-offesa, pu\u00f2 accadere che, giovani apparentemente \u201ctranquilli\u201d e \u201cperbene\u201d, si comportino con crudelt\u00e0 e distruttivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Se il cervello \u00e8 integro, se l\u2019intelligenza \u00e8 sufficientemente sviluppata, allora il controllo della realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 chiaro. Tuttavia, la ragionevolezza di un individuo dipende non solo dalle capacit\u00e0 intellettive, ma anche dal buon funzionamento del &nbsp; sistema emozionale. Se questo va in tilt, la necessit\u00e0 di cicatrizzare qualche sopruso (vero o presunto) causa un\u2019esaltazione rabbiosa che porta talvolta persino al delitto. Poich\u00e9 certe ferite dell\u2019anima sono devastanti pi\u00f9 di quelle fisiche, i giovani che non sono pi\u00f9 inibiti dal rigore della ubbidienza e che non sono resi ragionevoli da un\u2019educazione formativa, che fornisca loro opportune riflessioni civili, quando sono invasi da un insostenibile accumulo di risentimenti, esplodono in violente e incontrollate manifestazioni di rabbia e di odio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">E in fine, bisogna anche dire che, oltre alla struttura cerebrale primitiva, un altro fattore che determina le azioni crudeli \u00e8 ci\u00f2 che L. Athens chiama, in&nbsp;<em>The Creation of Dangerous Violent Criminals<\/em>, opera di&nbsp;<em>violentizzazione<\/em>, cio\u00e8 il genere di educazione che insegna l\u2019utilit\u00e0 della violenza o che si esprime con brutalit\u00e0. In altri termini, poich\u00e9 ci comportiamo in conformit\u00e0 con i modelli ricevuti, chi ha subito, oppure ha appreso, uno stile di vita feroce e brutale, finisce inevitabilmente col comportarsi in maniera violenta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il poeta e drammaturgo inglese W.H Auden cos\u00ec si \u00e8 espresso in proposito: \u00abColui a cui viene fatto del male, far\u00e0 del male a sua volta\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019adolescenza \u00e8 un\u2019et\u00e0 difficile; tende a contrapporsi all\u2019et\u00e0 adulta, e poich\u00e9 nessun adolescente \u00e8 immune da sofferenze psicologiche, bisogna sapere ascoltare e anche parlare con i toni giusti. \u00c8 probabile che alcuni dei misfatti accaduti all\u2019interno del nucleo familiare, se fossero stati meglio monitorati con una pi\u00f9 efficace opera educativa, si sarebbero potuti prevenire. Ma non si deve demonizzare &nbsp; n\u00e9 la famiglia moderna, n\u00e9 i genitori, n\u00e9 la giovent\u00f9: il nucleo &nbsp; familiare non \u00e8 solamente un problema, &nbsp; pu\u00f2 essere &nbsp; una risorsa e una certezza &nbsp; e, per fortuna, la maggior parte dei genitori e dei giovani &nbsp; riescono ad intuirlo. E per ci\u00f2, \u00e8 necessario ricordare anche i grandi gesti d\u2019affetto che ancora si usano &nbsp; in famiglia. Uno di questi, forse quello che li riassume e li nobilita, \u00e8 accaduto a Milano, nel marzo 2001. Un figlio trentaduenne, Daniele Maccarinelli, sposato e padre di due bambini, rischiando la vita e ipotecando un futuro che per la sua salute potrebbe essere denso di incognite, ha voluto donare al padre met\u00e0 del suo fegato per salvargli la vita. Si tratta di un edificante ed emblematico episodio che, dopo tanto orrore, bilancia quelli delle cronache nere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Non bisogna dunque lasciarsi trascinare dall\u2019onda dell\u2019emotivit\u00e0, e giudicare troppo severamente la giovent\u00f9 d\u2019oggi. Tracciando un identikit dei giovani del 2000, senza banali luoghi comuni, si pu\u00f2 affermare che non sono n\u00e9 pi\u00f9 egoisti, n\u00e9 pi\u00f9 fragili di quelli di un tempo. Essi pongono, per\u00f2, una maggiore attenzione, di quanto non facessero i giovani del passato, alla critica sociale e familiare, e, a differenza dei sessantottini, credono meno all\u2019agone politico, anche perch\u00e9 quello attuale lo trovano arido e desolante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">I giovani del XXI secolo, hanno, in cima ai loro bisogni, l\u2019obbiettivo dell\u2019indipendenza psicologica dagli adulti. Un traguardo che, assieme alla necessit\u00e0 di realizzare al meglio le proprie capacit\u00e0 personali, \u00e8 al primo posto nei loro desideri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00c8 un errore grossolano ritenere che vi siano davvero tanti giovani cos\u00ec cinici e prepotenti da formulare piani diabolici per impossessarsi dei beni domestici e sopprimere la loro famiglia quando litigano con essa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Non si deve pertanto attribuire ai fatti che la cronaca riporta una valenza statistica maggiore di quella reale. Infatti, se da un lato un giusto allarme viene segnalato dai media, soprattutto per quanto riguarda i crimini commessi dai giovani, dall\u2019altro non bisogna ignorare che le statistiche dell\u2019Istat (annuario n\u00b037 del 1991) mostrano attraverso una analisi degli omicidi volontari, preterintenzionali e degli infanticidi commessi in famiglia, che in Italia dal 1930 al 1989, non vi sono stati grossi aumenti percentuali. Anzi, le statistiche indicano che dopo la riforma del diritto di famiglia del 1975 l\u2019indice di criminalit\u00e0, per i delitti contro la famiglia \u00e8 passato, &nbsp; dal 20,8 per 100.000 abitanti nel 1975, &nbsp; al 14, 4 nel 1989.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Insomma, la patologia della famiglia ha un andamento stabile, e se essa \u00e8 sempre pi\u00f9 evidenziata, ci\u00f2 \u00e8 dovuto soprattutto alla maggiore sensibilit\u00e0 con la quale vengono rilevati i crimini in famiglia, una trasparenza e una attenzione che, in passato era mancata, e che pu\u00f2 indurre a pensare erroneamente che prima di oggi non vi fosse un numero altrettanto consistente di delitti. Bisogna inoltre &nbsp; riflettere, senza ipocrisie, sul fatto che non esiste il mondo ideale e aprioristicamente perfetto, ma che \u00e8 possibile, comprendendo certe rabbie, certi distacchi e certi mutismi significativi, &nbsp; intervenire per evitare la loro pericolosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Fortunatamente come afferma Frans De Waal, l\u2019essere umano, come tutti i primati, tende anche alla riconciliazione, e far la pace \u00e8 naturale tanto quanto lo \u00e8 la guerra. Il comportamento della riconciliazione \u00e8 un tassello che fa parte della nostra eredit\u00e0 biologica. E meno male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Riassunto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La violenza giovanile &nbsp; in famiglia \u00e8 un male oscuro che sembra gravare pesantemente sul nucleo domestico, dal momento che le cronache riferiscono sempre nuovi atti inconsulti commessi da giovani e da minori. Le cause di questi episodi vanno ricercate sia nella stessa natura umana, ancora troppo legata al proprio passato ancestrale, sia in un difettoso e carente imprinting educativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00c8 probabile che alcuni dei misfatti accaduti all\u2019interno del nucleo familiare, con una pi\u00f9 efficace opera socio-pedagogica, si sarebbero potuti prevenire. Ma non si deve demonizzare n\u00e9 la famiglia moderna, n\u00e9 i genitori, n\u00e9 la giovent\u00f9: il nucleo familiare non \u00e8 solamente un problema, pu\u00f2 essere &nbsp; una risorsa e una certezza e, per fortuna, la maggior parte dei genitori e dei giovani riescono ad intuirlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">AAVV,&nbsp;<em>Storia del Crimine,<\/em>&nbsp;3 voll., Ed. Europea, Bologna, 1968.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ackermann &nbsp; N. W.,&nbsp;<em>Pregiudizi e capri espiatori nella famiglia,<\/em>&nbsp;in: Zuck G.H &amp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Andreasen N,C.,&nbsp;<em>Il cervello rotto<\/em>, Longanesi, Milano, 1984.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Andreoli V.,&nbsp;<em>L\u2019aggressivit\u00e0<\/em>, Fabbri, Milano, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Andreoli V.,&nbsp;<em>La terza via della psichiatria<\/em>, Mondadori, Milano, 1980.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Athens L.,&nbsp;<em>The Creation of Dangerous Violent Criminals<\/em>, University of Illinois Press, Urbana, 1992<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Boszormeyi-Nagro &nbsp; I.,&nbsp;<em>La famiglia: politica e terapia<\/em>, Armando, 1970.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ardone R. &amp; Mazzoni S.,&nbsp;<em>La mediazione familiare<\/em>, Giuffr\u00e8, Milano, 1994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Biondi M.,&nbsp;<em>La mente selvaggia,&nbsp;<\/em>Il pensiero Scientifico, Roma, 1966.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Bruno F. &amp; Tornelli A<em>., Analisi di un mostro<\/em>, Ed. Arbor, Palermo,1996.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Buratti G. &amp; Formati L.,&nbsp;<em>La famiglia e il suo modello<\/em>, Franco Angeli, Milano, 1985.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Cancrini M.G.&amp; Harrison L.,&nbsp;<em>La trappola della follia<\/em>, Nis, Roma, 1983.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Dahmer L.,&nbsp;<em>Mio figlio l\u2019assassino-Il Mostro di Milwaukee,<\/em>&nbsp;Sperling &amp; Kupfer, Milano 1994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Delgado J.,&nbsp;<em>Genesi e libert\u00e0 della mente<\/em>, Boringhieri, Torino, 1973<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">De Rossignoli,&nbsp;<em>Gli efferati<\/em>, &nbsp; Il Formichiere, Milano, 1978.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">De Waal F.,&nbsp;<em>Far la pace tra le scimmie<\/em>, Rizzoli, Milano 1990.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Fornari F.,&nbsp;<em>Psicoanalisi della guerra atomica<\/em>, Edizioni di Comunit\u00e0, Milano, 1964.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Freud S.,<em>Totem e tab\u00f9<\/em>,Opere, Vol. 7, Boringhieri, Torino, 1978.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Freud S.,&nbsp;<em>Mos\u00e9 il suo popolo e la religione monoteista<\/em>, Opere, Vol. 11, Boringhieri, Torino, 1979.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Fromm E.,&nbsp;<em>Anatomia della distruttivit\u00e0 umana<\/em>, Mondatori, Milano, 1979.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Froment P.,&nbsp;<em>Ti ammazzo. Il padre, la madre e altri cinque omicidi: la vera storia di Roberto Succo, assassino senza ragione,<\/em>&nbsp;Marsilio, Venezia, 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Giovara Brunella, &nbsp;&nbsp;<em>Avrei ucciso mio padre<\/em>, La Stampa, venerd\u00ec 12 gennaio 2001<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Harrison S. (a cura di ),&nbsp;<em>Il diario di Jack lo squartatore<\/em>, Sperling &amp; Kupfer, Milano, 1994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Huxely A.,&nbsp;<em>I diavoli di Loudun,<\/em>&nbsp;Mondatori, Milano, 1968.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Huxley A.,&nbsp;<em>La guerra come fenomeno biologico<\/em>, Mondatori, Milano, 1949.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Levy-Bruhl L<em>., Psiche e societ\u00e0 primitive,<\/em>&nbsp;Newton, Roma, 1975.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Kruger J.G. (citato da Rutschky), Gedanken von der Erziehung der Kinder (1752).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Lager W.L.,&nbsp;<em>Psicoanalisi di Hitler<\/em>, Garzanti, Milano 1973.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Laing R.D.,&nbsp;<em>La politica della famiglia<\/em>, Einaudi, Torino, 1973.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Lanza L.,<em>Omicidi in famiglia<\/em>, Giuffr\u00e9, Milano, 1994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Levi Montalcini R.,&nbsp;<em>La galassia mente,<\/em>&nbsp;Baldini e Castoldi, Milano, 1999.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u00e9vi-Strauss C.,&nbsp;<em>Il pensiero selvaggio,<\/em>&nbsp;Il Saggiatore, Milano, 1979.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Liebowitz F.,&nbsp;<em>La chimica dell\u2019amore<\/em>, Rizzoli, Milano, 1984.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Lorenz K,&nbsp;<em>L\u2019aggressivit\u00e0, il Saggiatore<\/em>, Milano, 1983.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Luria A.R ,&nbsp;<em>Le funzioni corticali superiori dell\u2019uomo<\/em>, Giunti-Barbera, Firenze, 1967.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Malagodi Togliatti M. &amp; Cutugno A.,&nbsp;<em>Psicodinamica della relazione familiare,<\/em>&nbsp;Il Mulino, Bologna 1996.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Malagodi Togliatti M.,&nbsp;<em>L\u2019uso del videotape come strumento di lavoro del terapista col gruppo familiare<\/em>&nbsp;in: M. Malagodi Togliatti,&nbsp;<em>La famiglia tra normalit\u00e0 e patologia<\/em>, Bolzoni, Roma, 1983.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">McLean P.D.,&nbsp;<em>Evoluzione del cervello e comportamento umano,<\/em>&nbsp;Einaudi, Torino, 1984.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Mellusi V.,&nbsp;<em>Quelli che amano e uccidono,<\/em>&nbsp;Sugarco, Milano, 1986.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Miller A.,<em>&nbsp;La persecuzione del bambino<\/em>, Boringhieri, Torino 1987.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Miller E.,&nbsp;<em>La localizzazione delle funzioni cerebrali<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1973.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Monestier A.,<em>&nbsp;I grandi del crimine<\/em>, Gremese, Roma, 1989.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Paradiso G.,&nbsp;<em>Prigionieri dell\u2019infanzia,<\/em>&nbsp;Bonanno, Acireale, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Paradiso G.,&nbsp;<em>Vittime ed Eroine. I secoli bui della donna,<\/em>&nbsp;EPC, Catania, 1996.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Paradiso G.,&nbsp;<em>Come educare gli educatori?<\/em>&nbsp;in \u201cEsperienze Psicopedagogiche\u201d, n.12, 1994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Pearson E.,&nbsp;<em>Il caso Borden,<\/em>&nbsp;Mondadori, Milano, 1996.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ponti G. &amp; Fornari U.,&nbsp;<em>Il fascino del male,<\/em>&nbsp;Raffello Cortina, Milano,1955.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Radice L.L.,&nbsp;<em>L\u2019educazione della mente<\/em>, Editori Riuniti, Roma, 1986.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Rhodes R.,&nbsp;<em>Perch\u00e9 uccidono<\/em>, Garzanti, Milano, 2001.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Rutschky K., ( a cura di)<em>&nbsp;Schwarze pedagogik<\/em>, Ed Ullstein, Berlino, 1977.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Sacks O., &nbsp;&nbsp;<em>Neurologia e anima,<\/em>&nbsp;La Rivista dei Libri, Milano, 1991.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Schmidt (von) F.,&nbsp;<em>Amore e crimine,<\/em>&nbsp;Edizioni Mediterranee, Roma, 1964.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Schreber D.G.M.,&nbsp;<em>Ginnastica medico igienica per ogni sesso<\/em>, Ed Treves, Napoli, 1894.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Storr A.,&nbsp;<em>L\u2019aggressivit\u00e0 nell\u2019uomo,<\/em>&nbsp;De Donato, Bari, 1968.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Sulzer J. ( citato da Rutschky),&nbsp;<em>Versuch von der Erziehung der Kinder<\/em>, (1748)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Tani C., Assassine.&nbsp;<em>Quattro secoli di delitti al femminile<\/em>, Mondatori, Milano,1998.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Vernon Philip E.,&nbsp;<em>Antropologia culturale dell\u2019intelligenza,<\/em>&nbsp;La Nuova Italia, Firenze, 1975.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Wright L. B. e M. Tinling &nbsp; (a cura di ),&nbsp;<em>Secret Diary of William Byrd,<\/em>&nbsp;(1709); Richmond, 1941.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un male oscuro sembra gravare sul nucleo domestico: la famiglia \u00e8 dunque un valore a rischio?&nbsp; In Italia, negli ultimi &nbsp; anni, i reati commessi in famiglia da giovani sono in &nbsp; crescita. 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