Cervello e comportamento

Ma siamo anche ingannati  della nostra struttura cerebrale: umori, passioni, paure, contentezze, predilezioni, rabbie sono in parte dovuti a sottili cambiamenti della chimica cerebrale. Invece  siamo convinti che le nostre scelte e i nostri gusti siano indipendenti dalla nostra struttura neurologica. A volte un insieme di  opinioni e di convinzioni  spesso sono dominate da fattori biochimici e fisiologici, e  da imprinting sociali  e libertà ce n’è ben poca! 

La mente funziona con diversi moduli, e ognuno di essi è collegato a funzioni che nel passato dell’umanità si sono dimostrate utili per la sopravvivenza della specie. Queste funzioni adattative del cervello hanno una grande importanza nelle scelte e nei nostri comportamenti.

Le nostre preferenze possono dipendere da processi mentali che a volte sono in conflitto tra loro. Osservando  lo schizofrenico notiamo che a volte si sente “indotto” a fare cose che un’altra parte del suo cervelIo non farebbe. Gli vengono in mente conclusioni e scelte che l’altra parte di Sé non accetta! 

Spesso le emozioni  paralizzano la libertà di pensiero del cervello che davanti alla pressione emotiva si “lascia convincere” a  fare cose che, senza l’emotività incombente,  non avrebbe  fatto.

Intelligenza e memoria non sono sempre egualmente efficienti.  Nella sindrome di savant che colpisce alcuni soggetti, la memoria in alcuni campi (musicale, matematico etc.) è prodigiosa, sconfinata, ma ad essa non si associa pari  “capacità” nel campo sociale, affettivo, relazionale.

Le immagini digitali dell’encefalo di tali persona mostrano alcune anomalie strutturali: l’assenza o il rimpicciolimento del corpo calloso, il cervelletto piccolo e malformato, le sconnessure (fasci nervosi che collegano i due emisferi, anteriori  e posteriori) sono a volte minori della norma o  mancano del tutto.