L’incapacita ad uscire dagli schemi prestabiliti
Poiché si cerca l’approvazione degli altri, un eventuale tentativo di liberarsi degli schemi acquisiti – facendo temere con questa svolta la disapprovazione degli altri – fa scaturire l’angoscia. Il bisogno di sicurezza allora impedisce la liberazione dagli schemi mentali rigidi, ma pur rassicuranti. Il bisogno di sicurezza è maggiore del bisogno di libertà, sicché il libero pensiero difficilmente raggiunge la propria pienezza, perché il soggetto temendo la disapprovazione sociale, si sottomette per “motivi di sicurezza” agli stereotipi. Tutto ciò porta ad una rinunzia alla propria indipendenza, in favore di una sottomissione che comporta la certezza di non essere criticato ed emarginato. Chi finisce con l’assumere come proprio lo status mentale di altre persone ( dei genitori in particolare) perde una parte del proprio dinamismo cognitivo. A lungo andare così, la carenza di libertà crea una specie di soffocamento negli individui che sono più propensi a cercare la emancipazione e al bisogno di non essere limitati dagli schemi. Di conseguenza in loro viene fuori una conflittualità che crea disagio e inquietudine. Chi vorrebbe sviluppare spontaneamente la propria autentica natura e i propri autentici interessi, se non si libera “del passato” finisce col soffrire una dinamica conflittuale che lo porta all’angoscia e alla nevrosi. Questo individuo infatti constata con sempre maggiore dolore la dissintonia tra ciò che vuole e ciò che gli è imposto. L’importanza di accordare il sociale col personale, gli schemi con la libera interpretazione soggettiva del reale, conduce, quando è possibile, ad una mediazione, che arriva ad un compromesso e ad una condivisione non rigida tra il soggetto e l’ambiente. Se invece lo scontro è troppo radicalizzato, gli scambi dinamici tra il sé e il mondo esterno diventano problematici, e si sviluppa l’angoscia. Quando l’ambiente è troppo invalidante al soggetto non resta che sottomettersi o combatterlo. Nell’uno e nell’altro caso il prezzo che paga in termini di salute mentale può essere alto. In ogni caso si tratta di esperienza sfibranti e dolorose che comportano, oltre che un depauperamento della qualità delle capacità psicologiche, ad una marcata inibizione delle espressioni personali, anche modificazioni biochimiche nel soggetto. Oggi si sa che precoci esperienze traumatizzanti sono anche responsabili di alterazioni cerebrali.