La mancanza di logica, dipende da  inadeguati stati d’animo?

Quali sono le caratteristiche del pensiero razionale, di solito attribuito alla persona sana di mente e  quelle del pensiero irrazionale, di solito attribuito al malato mentale?

Una persona può commettere errori logici in una situazione emotiva, quando  è confusa, davanti ad  evento imprevedibile e coinvolgente. In questi casi il ragionamento può apparire irrazionale, ma la persona può non essere irrazionale. In certi casi un individuo può ragionane in modo inadeguato non perché è “irrazionale” ma  perché ignora alcuni principi, perché non conosce la storia o la psicologia, oppure perché propende a sviluppare illusioni oppure applica, per mancanza di cultura,  criteri inadeguati. In un  contesto un pensiero può essere “razionalmente adeguato” (per esempio nel contesto religioso)   ma  al di fuori di quell’ambito (nell’ambiente laico per esempio) esso  non fa parte delle convinzioni razionali.  Se un soggetto ha  una credenza “irrazionale” appresa attraverso un processo di suggestione, o  educativo, ciò  indica che il soggetto sia razionale? Quando può essere considerato un soggetto razionale,  quando i processi di formazione delle sue credenze  si sono sviluppati  liberamente e senza pressioni esterne?  Diceva Aristotele che la caratteristica precipua dell’essere umano è la razionalità; ma in determinate situazioni  (amore, paura, sentimenti, desideri, conflittualità, religiosità  etc. etc.) la maggior parte della gente “pensa” e fa scelte irrazionali.  A questo punto l’affermazione che gli uomini sono  razionali, deve essere ridotta  in ambiti particolari: in quello della scienza, della matematica, della tecnologia, nei quali “l’irrazionalità” salta subito all’occhio, perché se si procede in maniera irrazionale non si hanno risultati validi e funzionali.

Può accadere che una persona  in alcuni ambiti manifesti razionalità e in altri non lo sia? Una persona che nel campo economico si dimostri irragionevole: un esempio  è spendaccione, è poco accurato nel controllo dei propri averi, può essere razionale in altro campi?. Nel diritto, può accadere che un giudice – persona  ritenuta razionale – emetta una sentenza valutando un fatto, in materia di reati sessuali per esempio, sotto lo  stimolo di  supponenze che possiede in quel campo. Anche nel campo delle nevrosi e delle   malattie mentali  è possibile dividere ciò che è razionale dall’irrazionale? Prendiamo per esempio la “paura dell’aereo”. In teoria qualsiasi aereo è soggetto ad avere un  incidente. Le statistiche però assicurano che  è un evento remoto. Dimostrato, statistiche alla mano, che il pericolo di una catastrofe aerea è poco rilevante,  come definire chi ha paura di volare: prudente o irragionevole?