LA VIOLENZA CONTINUA: PEDOFILIA, SEQUESTRI, REGOLAMENTO DI CONTI

PIÙ FEROCI DELLE BELVE

Inutile negarlo. Inutile essere ipocriti. Gli uomini sono più efferati delle belve. E l’orrore quotidiano viene in qualche caso anche dall’amico che frequenta la casa della vittima, da chi si riteneva “rispettabile” e “insospettato”, dal conoscente accolto senza sospetto.
Delitti compiuti contro inermi, contro chi si fida, contro chi non è preparato a difendersi dalle scelleratezze umane, dal degrado sociale che si nutre d’ignoranza, dalla scandalosa furia omicida di turpi egoismi.
Silvestro, un bambino di nove anni massacrato perché si rifiuta ai pedofili, Donato, un giovane di sedici anni sequestrato e ucciso dai vicini di casa,anni addietro un ragazzino squagliato per una vendetta mafiosa trasversale. Santina, la bambina di otto anni sparita nel’90; Daniele, tre anni, violentato e soffocato nella spiaggia; Simone, rapito nel ’92 e trovato morto in una scarpata; Lorenzo, 10 anni, ucciso da un balordo; Angela, scomparsa nell’agosto del ’96 mentre era in gita con la famiglia nel boschi di monte Faito.
Cinismo, omertà, paura, vendetta, ferocia senza motivo. Queste e altre le cause abiette che ogni anno producono centinaia di casi simili a quelli ricordati.
Alla fine del secondo millennio, nell’epoca delle grandi scoperte scientifiche, la condotta umana non è ancora al passo con la razionalità delle più avanzate tecnologie. Dietro una patina di “normalità”, esistono individui primitivi, “mostri” psicolabili, la cui ferocia viene improvvisamente alla luce. Molti di essi fanno “una vita normale”, ma il retrobottega della loro mente è primordiale, privo di equilibrio e di consapevolezza, barbarico.
Genitori che sopprimono i figli, “folli” che compiono stragi impensabili; criminali e associazioni a delinquere la cui ferocia non ha nessuna pietà.
Si dice: homo homini lupus. Ma non è vero. L’uomo non è simile a nessuna bestia feroce. I lupi, spiegano gli etologi, vivono in pace nel gruppo, hanno sensibilità e senso del sociale. Né leoni,né ghepardi, né tigri, né iene uccidono mai per motivi abietti come fa l’uomo col suo simile.
Analizzando le cronache delle violenze e degli abusi sessuali sulle donne e sull’infanzia, ci si chiede se si sta vivendo un’Epoca di imbarbarimento, oppure se si tratta dell’eterna routine. Forse, da millenni non è cambiato nulla nella mente dell’homo ferox, rimasto nella primitiva barbarie, mascherata da un fittizio progresso. La brutalità quotidiana mette in luce la primordiale ferocia ancestrale, che l’immagine del progresso s’illude di contraddire.
Ma per cambiare c’è bisogno di un’opera educativa, di una crociata della ragionevolezza, di una responsabile educazione dei sentimenti.
Perché come stanno ora le cose, anche i lupi, e gli altri animali cosiddetti feroci, sono migliori dell’uomo.


SEMPRE PIÙ GRAVE L’EMERGENZA PEDOFILIA
La violenza sull’infanzia una consuetudine dura a cessare. Che i bambini siano stati oggetto delle “attenzioni” degli adulti, non è una novità. Nell’antica Grecia, a Roma e nei secoli bui del Medio Evo i piccoli subivano angherie psicologiche e violenze sessuali d’ogni genere. Al tempo di Luigi XIII i minori assistevano ai rapporti dei loro parenti e venivano sottoposti a stimoli e manipolazioni dalle balie, dalle cameriere e persino dei genitori.
Che dire poi dell’educazione sessuale delle bambine, e delle violenze sui loro corpi? L’infibulazione veniva spesso praticata alle ragazzine perché scoraggiasse i “peccati solitari” e impedisse rapporti senza il permesso dei genitori. Consuetudine ancora viva in molti paesi extraeuropei, tanto che, da indagini dell’UNICEF e dell’ONU, risulta che duecento milioni di donne, attualmente, vivono con questo genere di menomazione.
E non bisogna dimenticare la barbara usanza della castrazione dei bambini, che venivano sfruttati dai genitori che ottenevano lauti guadagni dalle voci bianche dei figli. I cantori dalla voci bianche per oltre tre secoli calcarono i teatri di tutta Europa, furono accolti nelle corti più rinomate e fecero sentire la loro voce anche nelle chiese e nei monasteri, senza che nessuno si opponesse a quella barbarica consuetudine.
Allucinanti barbarie sono la prostituzione infantile nelle favelas brasiliane, nelle strade di Bangkok, presso i cercatori d’oro del Rio delle Amazzoni o nelle misere regioni del Sud europeo, come è un’infamia altrettanto orribile la pedofilia che in Europa sembra non poter più essere circoscritta. Eppure,siamo in un contesto che si definisce civile!
Dopo il Belgio, anche la Francia è coinvolta nel giro abietto: oltre centosessanta persone, tra cui molti nomi eccelleti, sono inquisiti. Si è scoperta anche l’esistenza di un usuale raid di pedofili che andavano in Romania presso centri per l’infanzia abbandonata e orfanotrofi e per qualche manciata di spiccioli offerti al personale di quegli istituti potevano far uscire i minori dalle strutture e abusare di essi, per poi restituirli dopo qualche giorno nel luogo dove erano stati sottratti.
Esiste anche una rete di “procacciatori” che porta via bambini e bambine dalle nazioni meno sviluppate, e li affitta, in altri contesti più ricchi, a individui senza scrupoli. I touring “sessuali” sono molto richiesti da tedesci e altri popoli nord europei. I minori della nazioni del Terzo Mondo vengono “utilizzati” per filmati porno, o vengono messi direttamente in contatto con i pedofili.
Decine di migliaia di videocassete sono sequestrate ultimamente nella sola Francia a testimonianza di questo squallido mercato porno. I film vengono girati in studios occultati ma anche, qualche volta nelle stesse abitazioni dei minori, con il consenso di parenti i quali ricavano lauti guadagni da quel traffico infame.
Anche lo scacchiere italiano, purtroppo, non è immune dall’infame traffico.
Si fa sempre più serio per esempio il sospetto che la bambina rapita il 10 agosto dell’anno scorso sul Monte Faito e mai più ritrovata, sia stata sottratta ai genitori da una organizzazione che ruba minori per conto di ricchi pedofili.
Le cifre sono inquietanti: solo in Italia 550 bambini sono scomparsi nel 1996 senza che se abbia più traccia. Qualche mese addietro è stato arrestato a Fiumicino un “corriere” che aveva con sé quattro minorenni, che viaggiavano con lui e che egli aveva denunciati per figli propri e che invece non lo erano affatto, come risultò dopo che una delle bambine chiese aiuto ai poliziotti dell’aerostazione.
Come ha scritto Desmond Morris, lo zoologo premio Nobel, è probabile che per quanto possiamo pensare di essere evoluti rispetto ai nostri antenati, i nostri istinti e i nostri comportamenti restano legati al passato antropologico. Infatti fra tutte le barbarie, quella della violenza sui minori è la più turpe e squallida, ma anche la più antica.
In più, oggi, la pedofilia rappresenta la punta di un iceberg di gravi deformazioni nevrotiche. Individui psicologicamente malati, incapaci di avere rapporti con persone adulte, sognano un sesso deformato, in cui, l’oggetto del desiderio non può essere un partner reale, ma una fragile immagine, l’unica che la loro abnorme fantasia erotica possa sopportare senza esserne impauriti. I pedofili sono persone immature, terrorizzate dalla sessualità normale e adulta, che riescono appena a raggiungere una certa capacità con soggetti indifesi, fragili e incapaci di avere reazioni mature.
La barbarie dell’uomo delle caverne è ancora presente nella loro mente e si manifesta nella più abominevole delle violenze sull’infanzia.
I loro problemi psicopatologici creano devianze che trasformano la loro personalità in un mostruoso guazzabuglio di paure e pulsioni, costituiti da tutta una gamma di sensazioni. La letteratura medica è ancora poco approfondita. Inoltre sono individui che sfuggono a qualunque controllo, che vivono nascosti all’ombra di un perbenismo e di una condizione sociale spesso elevata che li preserva da qualsiasi “sbavatura” sociale che possa essere notata e che possa determinare sospetti sulla loro condizione di persone malate. Dietro un ben occultato muro, si nasconde il sintomo maniacale-compulsivo, a volte derivante da devianti e traumatiche esperienze sessuali precoci, che li spinge ossessivamente a risolvere i loro problemi erotici con l’aggressività tipica dei deboli e dei frustrati.
Purtroppo né mezzi d’individuazione precoci né strutture idonee sono presenti attualmente nella nostra cultura per prevenire e frenare questa inquietante ondata di crimini.
Ma, data la vastità e la pericolosità del fenomeno è necessario un urgente programma d’urto a livello internazionale.